BUONISMO E ALTRE VIE DI FUGA

A un mio nipote fu dato il nome Elia. Ma questo primo tra i profeti, era buono? A quel che si dice fece morire tanti che si erano allontanati dallo stretto rigore monoteista, o lo avevano contaminato con pratiche del culto di Baal, o Baal-Melkart. Forse perirono tutti gli 850 che Elia tacciò di idolatria. Eppure questo protofondamentalista del popolo eletto salì in cielo su un carro di fuoco, e questa storia la racconta un altorilievo esterno della cattedrale di Fidenza, e chissà quante altre chiese e templi.
Nella Trasfigurazione sul monte Tabor Elia appare a fianco di Cristo.
Fu fatto santo. A proposito di un altro santo di rango: trovandovi a Logrogno in Castiglia è bene sostare di fronte a un ennesimo altorilievo di chiesa: c’è un gran vescovo a cavallo, con spada nella destra, e gli zoccoli del destriero schiacciano un terreno compattamente coperto delle teste di Mori tagliate dalla spada di Santiago, santo che ancora oggi attrae innumerevoli i fervidi pellegrini del Cammino di Compostela.

Ma c’è bisogno di richiamare queste contraddizioni notissime della bontà? Naturalmente no. Quale condottiero di guerre ha mai esitato a sacrificare le vite dei propri soldati? Quando la flotta nipponica del Pacifico salpò per assaltare Pearl Harbor, aveva l’ordine di affondare all’istante qualunque naviglio incontrasse, anche se peschereccio, anche se giapponese (non dovevano partire marconigrammi annuncianti l’avvistamento della possente squadra). Cosa contavano le vite e i pescherecci, a confronto dello storico attacco a Pearl Harbor?
“Vorrete vivere in eterno?” così il grande Federico II di Prussia apostrofò certi suoi granatieri che titubavano. Coloro che scagliarono jets contro le Twin Towers a New York e contro il Pentagono sul Potomac non titubarono.

Tempo fa accaddero cose bizzarre: un presidente del Consiglio dilaniato dagli avversari per avere ingenuamente dichiarato ciò che essi stessi pensavano, essere la civiltà occidentale superiore a quella del continente nero; i dignitari della nomenklatura d’opposizione che ci volevano partecipi a una crociata di Bush il Giovane, Condoleezza Rice & Berlusconi; la figlia petulante di Fosco Maraini brillante orientalista, la quale ancora singhiozzava sul velo e sull’infibulazione delle musulmane; falangi di opinionisti democratici inneggiarono alla diversità, purché eretta sui nostri postulati; e così via.

In proposito il prof. Umberto Eco scrisse cose scandalose, dunque sacrosante: ‘Sulle ragazze che vanno a scuola col chador non vedo perché fare tragedie se a loro piace così; sull’infibulazione il dibattito è invece aperto (c’è persino chi è così tollerante da suggerire di farla praticare dalle Unità sanitarie locali, così l’igiene è salva)”. Ultima enunciazione, fondata e molto colta, dello scritto di Eco: “I più seri dei pensatori della tradizione si sono sempre rivolti, oltre che a riti e miti dei popoli primitivi, o alla lezione buddista, proprio all’Islam, come fonte ancora attuale di spiritualità alternativa. Sono stati sempre lì a ricordarci che noi non siamo superiori, bensì inariditi dall’ideologia del progresso, e che la verità dobbiamo andare a cercarla negli scaffali giusti”. Spiritualità alternativa: l’ha detto Eco, non io. Io ho sempre pensato, e ribadisco, che sarebbe giusto un contrattacco veemente dell’Islam contro il Pensiero unico della modernità, cioè dell’Occidente iperliberato, iperlaico, eccetera.
L’Islam in quanto sola grande forza ideale che abbia conservato identità, nerbo, ranghi serrati. L’Occidente intero, da Seattle a Varsavia a Voghera, paghi un prezzo per i suoi errori. Il Presente che abbiamo a Ovest è abbastanza buio, ci aiuti il Passato, nella fattispecie l’Islam, a fare migliore il Futuro.

Forse i missili del Pentagono ricacceranno un giorno la Jihad. Ma forse no, e la Crociata della modernità farà la fine di altre crociate. “Morto bin Laden, ebbe a dire il prof. Cacciari, ne sorgeranno 100”. Se così andasse, allora le Twin Towers e le stragi alla Bataclan non sarebbero episodi delinquenziali, come giudica la bempensanza democratica, bensì una dichiarazione di guerra santa. Se i missili Nato, con le loro stragi d’accompagnamento, non daranno la vittoria alla Modernità, che dovrebbe essa fare per ‘fermare il terrorismo’, per ‘salvare San Pietro, il Beaubourg, il Guggenheim, il Bataclan e altri templi’, infine per battere l’infibulazione? Non certo andare avanti a esaltare la nostra ‘superiorità’, a belare sul multiculturalismo, sull’integrazione, sui diritti delle donne e dei devianti. Occorre altro.
Il prossimo Inquilino della Casa Bianca, più il prossimo Papa, più un capoinfluencer della Modernità, si chiudano un mese in un convento di Monte Athos e di lì annuncino “Abbiamo sbagliato tutto. Le spiritualità alternative contribuiranno a salvarci. Espieremo destinando un decimo della nostra ricchezza a combattere la miseria dovunque resiste: beninteso non rispetteremo bensì ignoreremo la sovranità dei governi che opprimono e derubano i miseri. Coll’aiuto dell’Islam e di altre spiritualità alternative cercheremo di costruire un Nuovo Ordine e un Nuovo Pensiero, entrambi basati ‘anche’ su alcuni valori del passato. Il passato siamo noi miliardi di viventi più i miliardi che vissero: non alcunché da deridere, esorcizzare, dimenticare.

Antonio Massimo Calderazzi

PER UNA VOLTA SARTORI PREDICA VERITA’

Il noto politologo toscano Giovanni Sartori, a dire di alcuni il maestro di quasi tutti i nostri politologi, fa da decenni l’illustratore per le masse di una situazione ingrata: che essi politologi non hanno niente di nuovo da dire. Per loro l’Occidente si è fermato alla Magna Charta, o se si preferisce allo Statuto elargito da Carlo Alberto: eleggete pure dei deputati. Peccato che oggi 43 su 60 eletti al parlamentino regionale ex-sabaudo sono indagati per questa o quella forma di ladrocinio.

Il magistero di Sartori può riassumersi così: fin quando il pensiero politico non si convertirà al doppio turno alla francese, la nostra Polis resterà sciamannata e oppressa da presagi di morte. Il demonio peggiore, il vero e proprio Anticristo, che complotta la perdizione della Res publica, è per Sartori “il direttismo”. Marchia così l’infamia di considerare moribonda, e fetida di necrosi, la democrazia rappresentativa. Peraltro il prof.Sartori assevera con la sua autorità tecnica che oggi, uscite di scena la monarchia e l’aristocrazia ereditarie, questa o quella formula di democrazia diretta assistita dall’elettronica è la sola alternativa al parlamentarismo cleptocratico che saccheggia lo Stivale più che ogni altro reame d’Occidente.

Di questa certificazione o expertise siamo naturalmente grati noi tutti -pochi o tanti si vedrà sulla distanza- che detestiamo la democrazia rappresentativa appaltata ai politici professionisti (del furto). Tuttavia sappiamo, sull’esperienza di molti decenni, che l’antidirettismo è un’ossessione che dementa il Nostro. Di fatto lo fa campione e cantore della peggiocrazia trionfante. Negli anni della guerra la rubrica radiofonica del ‘microfono del Duce’ Mario Appelius terminava coll’imprecazione “Dio stramaledica gli Inglesi”. Sartori, nato in Toscana come Appelius, non manca quasi mai l’invettiva contro il direttismo.

Ma giorni fa il suo editoriale nel ‘Corriere’ “Una modernità fuori misura”, sovratitolato “Gli eccessi che la Terra non sopporta” meriterebbe d’essere inciso nel bronzo e premiato col Nobel: “Predichiamo un progresso senza limiti, una crescita senza limiti, uno sviluppo senza limiti e, ancor peggio, una popolazione senza limiti. E’ demenza ipotizzare una crescita infinita in un pianeta che ha dimensioni finite e perciò stesso anche risorse finite (…) Il rimedio vero sarebbe una drastica riduzione delle nascite (specialmente in Africa) che ci restituirebbe un pianeta vivibile. A questo effetto le maggiori responsabilità sono della Chiesa cattolica. Per ora papa Francesco si è limitato a carezzare molti bambini, a stringere molte mani e a distribuire in piazza San Pietro la “Misericordina” che poi, aperta la scatolina, è un rosario (…) Ripeto, l’unica cura ancora a nostra disposizione è ridurre la popolazione. I combustibili fossili vanno messi al bando, mentre noi continuiamo allegramente a incendiare i nostri boschi senza che mai un incendiario sia preso e condannato. (…) Che vergogna. E anche che incoscienza”.

Direte: riesce un politologo a ragionare così bene? Di solito no. Ma se una volta enuncia verità assolute perdoniamogli la politologia incapace di pensiero.

Porfirio