DEFICIT DEMOCRATICO UE: SE NON FOSSE UN PROBLEMA?

Merkel e Sarkozy vogliono un nuovo trattato europeo. Non è ancora chiaro il metodo con cui apporteranno le modifiche, nè il numero di Stati che verranno coinvolti (17 o 27? o 2?). Quello che emerge dalle indiscrezioni circa i contenuti è comunque spunto di riflessione.

In particolare si vorrebbe limitare l’autonomia fiscale degli Stati membri, inserendo parametri più stringenti e sanzioni efficaci a loro presidio, dando in cambio più libertà di agire alla Banca centrale europea. Un’ulteriore riduzione di sovranità nazionale degli Stati in favore dell’Unione europea.

A questo punto viene da chiedersi dove siano gli strenui difensori della democrazia, quelli che hanno lamentato per anni “il deficit democratico” dell’Europa. Almeno nella nostra patria, possibile che si siano resi conto che tanta più intermediazione c’è tra la base e i centri decisionali, meglio è? Perchè mai come con l’ultimo governo italiano si è dimostrato l’assunto, che da mesi Internauta prova a diffondere, per cui quando sceglie la popolazione in base alle proprie idee si ottengono risultati peggiori rispetto a quando le scelte vengono calate dall’alto da un elite competente e (il più possibile) disinteressata.

Tommaso Canetta

FALLISCE IL SUFFRAGIO UNIVERSALE, SI CHIEDE IL CONTO ALL’EUROPA

Con un picco di onestà (e patetismo) da record, il nostro presidente del Consiglio a Bruxelles ha chiesto al presidente europeo Van Rompuy che sia l’Europa a imporre ai governi l’innalzamento dell’età pensionabile. Con quale motivazione? Una necessaria uniformità nei Paesi che condividono la stessa moneta? Certo che no. “Ogni governo che provasse a farlo perderebbe voti”, spiega Berlusconi. Alla faccia del “miglior sistema di governo possibile”. Se le democrazie fondate sul suffragio universale non sono in grado strutturalmente di prendere decisioni non dico giuste, ma addirittura necessarie, perchè si basano su un consenso irresponsabile, non sarà il caso di riconsiderare il nostro sistema?

Troppo facile chiedere che ad addossarsi l’impopolarità delle decisioni inderogabili sia l’Unione europea. Già da anni sconta continui attacchi da parte del populismo (sia di destra che di sinistra), già da anni i cittadini europei sono sempre meno entusiasti della propria appartenenza comune. Le spinte nazionaliste sono in costante aumento, i partiti antieuropei crescono ovunque, c’è già chi parla di abbandonare l’Unione. In un contesto del genere è accettabile che i governi nazionali chiedano di poter addossare all’Unione la responsabilità di quello che sarebbe loro dovere fare? Alla lunga il giocattolo rischia di rompersi.

Cari governi nazionali, se il sistema politico in vigore vi impedisce di attuare le politiche necessarie alla nostra stessa sopravvivenza, non invocate un capro espiatorio, un santo martire che si immoli per voi. Cominciate ad immaginare come cambiare quel sistema.

Tommaso Canetta