In difesa del libertinaggio

Ipotizziamo un presidente del Consiglio che ami la compagnia delle donne, che abbia il piacere di fare sesso con loro, anche a mazzi di cinque per volta. Ipotizziamo che lo eccitino i travestimenti, i “giochi di ruolo”, le pratiche esotiche. Ipotizziamo che in generale si comporti in modo libertino, insomma che sia un po’ De Sade e un po’ Casanova. Magari ipotizziamo che non paghi le donne con cui si intrattiene, e che ne ami la compagnia non solo in senso fisico. Ipotizziamo poi un presidente del Consiglio che sia ateo, che non condivida la morale comune, che in privato si abbandoni a comportamenti estremi, magari che bestemmi ogni tanto. Ipotizziamo anche che ami concedersi qualche vizio, qualche alzata di gomito la sera tardi, magari uno spinello o due prima di andare a dormire.

Ecco. Un presidente del genere può governare lo Stato?

Assolutamente sì. Non è scritto da nessuna parte che un libertino dai comportamenti considerati immorali non sia in grado di governare ottimamente. Così come ovviamente non vale il contrario. Però (c’è sempre un però) ad una condizione. Che i comportamenti privati di questo ipotetico presidente del Consiglio non siano smentiti dalle sue prese di posizione in pubblico. Che non inneggi ai valori della famiglia e del matrimonio. Che si batta per legalizzare la prostituzione e le droghe leggere. Che non si faccia portabandiera del moralismo bacchettone. Che non ostenti ossequio al Vaticano. Che abbia il coraggio di predicare “male” almeno quanto razzola.

Insomma, va benissimo il libertinaggio, ma la doppia morale no!

T. C. – da LaStecca

S. L’Orgia del potente

Delirio di onnipotenza, automasturbazione dell’ego, sesto reich, quinto potere, trip di cocaina e giovanlismo, vecchie cariatidi con la bava alla bocca, giovani lobotomizzate dal mito delle veline, italia repubblica fondata sulle banane, la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme del bunga bunga, tacchi e viagra, diritto a divertirsi in privato, torri d’avorio e di strass mentre il mondo intorno si sfalda, canzonette e bagaglino, fazzoletti stretti al collo sotto la camicia, più stretti a petto nudo, protesi premature, sorrisi botulinici, letterine e parlamentari, carriere interscambiabili, pari dignità, pari opportunità in una corsa verso il basso al compiacimento delle pulsioni elementari del maschio alfa, macchine blu e celerini, guardiani del mal costume e dell’ordine pubico, smentire l’evidenza, teorema di goebbels, ministero dell’amore e omonimo partito, vortice di colori e gomma, una parata di orsetti gummi, discesa verso il centro di una cloaca che rigetta amplificando quanto inghiotte, stacchi di assegni e di cosce, trame ordite di leggerezza, quell’incoscienza e furberia che hanno fatto grande il popolo italiano, la capacità di arrangiarsi, la scalata verso l’alto, il fine che giustifica i mezzi e perché no, qualche sana distrazione, valori e cattolici a comando, 451 gradi fahrenheit, silenziatori scelti e rifiuti, mediatici e umani, patinato benessere scivoloso di bava e sudore delle fronti altrui, un gorgo di meraviglioso e felicissimo orrore, se dio non gioca a dadi c’è chi lo fa al posto suo, i barbari alle porte eppure quel malcelato compiacimento, grazie papi, benvenuti al party.

T.C.