INTERNET PRIVACY: THE TABOO TOPIC OF NSA CRITICS

We have a problem no one wants to talk about—a BIG problem! Everywhere we turn, Internet companies, or companies using the Internet, are tracking us: our stops, our viewings, our buys; you-name-it, they’re collecting it. But who is angry? Who is even talking about it?

I subscribe to the New York Times: They informed me in December that I visited the Opinion pages 28 times, the World 24 times, the US 13 times, and so on. They know my most viewed and my most recently viewed…And this is the very same NYT that published several of Snowden’s NSA exposés, presumably because they saw in them the hand of Big Brother—and yet they too are collecting personal data on us, every day, every hour, every time we visit their web site. They’re collecting data and storing it. And if the NYT is doing it, rest assured other newspapers, TV stations, etc,  are also doing it—as well as allowing it to be done. Yet I don’t hear a whimper of protest from either the Liberal Left or the Radical Right. Why is that?

I’ll tell you why—money…profit, with a capital P.  Companies can make lots of money tracking and collecting your data and then selling it. But is Big Brother any less frightening if it’s a corporation? Even to get new downloads, for example from Adobe, I had to sign an agreement in which I consented to having Adobe  collect data on me; so if I wanted the latest download I had no choice but to agree to their terms. This is pure extortion: my data for their most recent downloads!

Later as I was viewing Amazon’s books, Amazon “helpfully” told me which books I had recently viewed and gave me the name of some others that I might like. But how did they get their information? By tracking me, of course, and keeping a file of my habits and reading proclivities. Why are these trackings OK to the otherwise virulently anti-spying, anti-NSA crowd but phone collection isn’t? Isn’t data collection data collection? To my mind tracking is tracking, no matter who does it! So where are our liberal and conservative congressmen and senators on this hushed-up issue?…Or have the “campaign contributions” (aka The Bribe) already paid for our representatives to “look the other way”?

Let’s take a moment and put all this into a down-to-earth, commonsense perspective to see how truly disturbing such tracking is. You’re out shopping. Unbeknownst to you there is someone looking over your shoulder writing down where you shop, what you look at, what you buy, how much you spend, your phone number, address, bank, etc.  Frightening? You bet! Big Brother isn’t coming: He’s already here! But do we care?

The price of liberty—lest we forget—is eternal vigilance. And just how much do we prize our liberty?

Len Sive Jr.

Roberto Vacca: Tecnologia, dati, realtà

Attenti a non fare solo questione di parole! L’innovazione è scarsa, specialmente in Italia. La tecnologia progredisce, risolve molti problemi – e ne crea di più. La EIU (Economist Intelligence Unit) ha appena pubblicato un vasto sondaggio sulla adozione di nuove tecnologie da parte delle industrie asiatiche. Questa registrano grossi successi: continueranno? Gli obiettivi sono individuati come: “raccolta e analisi dei dati (gestire “big data”), mobilità delle imprese, software come servizio, sicurezza della tecnologia dell’informazione e della comunicazione”.

È limitativo parlare di adozione di tecnologia, invece che di invenzione di tecnologia. Il termine “tecnologia” indicava in origine l’insieme delle teorie, delle procedure, della scienza applicata, delle regole empiriche – utili per produrre oggetti, macchine, servizi e per modificare il mondo naturale. Oggi si identifica quasi sempre la tecnologia con ICT – Information Communication Technology. È vero:elettronica, computer e reti rendono possibile analizzare e macinare moli di dati che anni fa non erano reperibili, né trattabili. “Big data” è il termine usato per indicare l’accesso a tutti i dati singoli, originari (raw data – dati crudi) e non solo a statistiche già elaborate, integrate – a totali.

Le aziende usano big data per decidere azioni microscopiche che portano i loro messaggi, promozioni, icone e prodotti proprio a obiettivi individuali per i quali sono progettati. Si sostiene che il successo elettorale di Obama  sia stato assicurato da una enorme elaborazione dati su gruppi e persone. I messaggi a loro diretti erano fatti su misura per comunicare quello che volevano sentire – espresso nei modi individuati dalle analisi come più accettabili. Un messaggio importante era “Creerò il servizio sanitario nazionale” – ma molti elettori non lo gradivano. Altro messaggio: “Abolirò le armi nucleari” – e, invece, le sta aumentando. Altro messaggio: “Combatterò i cambiamenti climatici”: ora dice che ci proverà e non capisce di aver accettato teorie insussistenti, né di stare scegliendo strumenti inefficaci. È vero che gli uomini sono riusciti a creare deserti e a distruggere la natura di certe regioni ed è possibile vitalizzare di nuovo certe aree. I dati raccolti non sono abbastanza “big” e le nostre interpretazioni non sono tanto profonde da permetterci di influire su processi astronomici e planetari.

La ICT ci permette di comunicare efficacemente messaggi personalizzati, di rendere disponibili informazioni e dati ovunque (anche a chi viaggia) e in ogni momento. Consente di distribuire certe prestazioni intelligenti nell’ambiente. Permette di controllare e regolare macchine e sistemi e secondo criteri prestabiliti. Però queste prestazioni non si devono considerare come l’obiettivo finale della società e di ciascuno di noi. Il mondo non è migliore se tutti hanno un telefono cellulare – e ci fanno chiacchiere da niente. O se tanti guardano alla TV programmi penosi. O se leggono giornali che parlano di chi si mette d’accordo con chi – per fare niente. O se ascoltano la radio che invita a comprare cibi, medicine e viaggi in luoghi che si vedono fuggevolmente e presto dimenticati

Non esiste un obiettivo finale valido per tutti. Definivano e imponevano obiettivi insensati, certi dittatori che fecero brutte fini. La Dichiarazione di Indipendenza del 1776  definiva la verità evidente che gli uomini hanno  diritti inalienabili, fra cui vita, libertà e ricerca della felicità e che i governi sono istituiti per assicurarli. Va aggiunto il diritto a conoscenza, informazioni, dati, mobilità. Però è arduo definire concretamente modi e regole. È inevitabile procedere per tentativi, ma spesso si sbaglia: gli errori sono evidenti e non vengono riconosciuti, né corretti.

Le auto avrebbero dovuto darci il diritto alla mobilità. Nelle nostre città le teniamo quasi tutte ferme in modo che bloccano le strade e rallentano gli spostamenti. Le leggi dovrebbero regolare la vita associata in modo equo e razionale. Invece i legislatori continuano a fare leggi prive di senso, che fanno perdere tempo e sprecare risorse. La finanza e l’economia dovrebbero distribuire le risorse ed evitare strapotere e rapine da parte dei potenti. Favoriscono spesso le bolle e l’ingiustizia. Si risparmia energia stabilendo tariffe in tempo reale, informando gli utenti su cosa sia la potenza e su quanta potenza assorba la rete in ogni istante.

L’obiettivo importante dovrebbe essere: diffondere conoscenza – aumentare il numero delle persone che capiscono. Non si raggiunge certo elaborando dati a velocità sempre più alta (ovunque e in ogni momento) se i criteri sono sbagliati o anche solo fatti di parole vaghe.

Piani e progetti dovrebbero essere espliciti. Si crea lavoro non con qualche ritocco fiscale, ma inventando nuovi settori industriali e insegnandone ai giovani teoria e pratica. Le scuole non vanno riformate con innumeri regolette burocratiche, ma allargando e approfondendo conoscenza. Il mondo non è fatto solo di regole, leggi, moduli, certificati. È fatto di macchine, sistemi, fiumi, strade, mari, animali, alberi, radiazioni, misure, teorie, tecniche, ricerca, scienza.

Di queste cose non si parla. Un settimanale a larga tiratura di ieri ha una sezione SCIENZE che contiene titoli come: “La dieta mediterranea combatte l’acne” – “Ora si fa l’autostop online” – “APP Vademecum come viaggiare con il cane” – “Mangiare yogurt fa calare l’ansia” – “Così l’olio di oliva è amico del cervello”. Non è scienza, ma cronaca misera.

Invece – ricordate? – “fatti non foste a viver come bruti”.

Roberto Vacca