YEMEN: DOLORI E PROMESSE DI ARABIA FELIX

Nello Yemen si svolgono oggi le operazioni ‘coperte’ degli USA più importanti di tutte, a parte forse il Pakistan a ridosso dell’Afghanistan. I media internazionali non fanno mistero delle incursioni dei drones, gli aerei senza equipaggio che Obama ha scelto come sua ‘arma vincente’, aventi come obiettivo dichiarato l’uccisione di individui ritenuti ostili all’America (spesso… Continua a leggere YEMEN: DOLORI E PROMESSE DI ARABIA FELIX

AFGHANISTAN ONTA FINALE

“Ha senso restare a Kabul fino al 2014?”. Si intitola così il 13 marzo l’editoriale de ‘La Stampa’; il titolo è così eloquente da non richiedere la lettura del testo. E invece leggiamolo: perché dice la posizione di un quotidiano equanime come pochi; e perché è firmato da V.E. Parsi, opinionista che più volte in… Continua a leggere AFGHANISTAN ONTA FINALE

THE UNWINNABLE WAR

Estratti dalla cover story Why the U.S. Will Never Save Afghanistan (“TIME” Oct.24, 2011) Despite 10 years of U.S. power, talent and money, Afghanistan is a country of squandered hope Ten years after the U.S.invaded this long-suffering country and then settled in for a long occupation,Afghanistanis nowhere close to being able to stand on its own-… Continua a leggere THE UNWINNABLE WAR

BELLICISMO U.S.A. FA BUON SANGUE

Con tutta la serietà d’approccio imposta dall’argomento guerra, come non trovare comico lo sdegno degli americani bellicosi di fronte ai tentativi di mitigare il parossismo della loro spesa militare, la più mastodontica e bassa di rendimento della storia? Ha cominciato il segretario uscente della Difesa, Robert Gates, con una confessione elegiaca,  struggente di nostalgia: “Tutta… Continua a leggere BELLICISMO U.S.A. FA BUON SANGUE

TIME: OBAMA COME BUSH

Il titolo-calembour dell’articolo di Stephen L. Carter (TIME Jan.10, 2011) è “Man of war”. Com’è noto,”man of war” è anche lo strano nome di una fregata d’altri tempi. Recita il catenaccio: How does Barack Obama differ as a commander in chief from his swaggering predecessor? A lot less than you might think. A questo punto… Continua a leggere TIME: OBAMA COME BUSH

AFGHANISTAN: When sepoys die

Every time a non-American Nato warrior is killed in Afghanistan some politicians and/or gurus in the country of the dead rinse their throats with the syllogism (sort of): casualties must be accepted so the crusade for democracy and human rights will triumph. Is it so? Apart that most crusades in history failed, the truth is… Continua a leggere AFGHANISTAN: When sepoys die

NÉ EROI NÉ MERCENARI

Rubrica: per capirci meglio. Altri quattro militari italiani sono caduti in Afghanistan. Il contrasto tra opposte reazioni è stato stavolta meno assurdamente aspro che in precedenti occasioni analoghe. Non è però mancato del tutto e si ripeterà con ogni probabilità nel prossimo futuro, benché non sia il caso di augurarselo. Eppure dovrebbe essere chiaro a… Continua a leggere NÉ EROI NÉ MERCENARI

SE OBAMA SI RASSEGNERÁ A UN PASHTUNISTAN SOVRANO E TALEBANO

Un numero di luglio di Newsweek è, con una storia di copertina più un articolo , un De Profundis clamavi ad te, Domine (salmo CXXIX, sesto dei sette Salmi penitenziali; si canta negli uffici funebri). Un De profundis in morte delle convinzioni belliciste non tanto di Obama, quanto degli zelatori antifondamentalisti e iperlaici di casa… Continua a leggere SE OBAMA SI RASSEGNERÁ A UN PASHTUNISTAN SOVRANO E TALEBANO

NON DAR DISPIACERI AL DOTT. VENTURINI

Accanirsi a difendere l’impresa nell’Afghanistan (=contro gli afghani) lo fanno in parecchi; ma solo l’argomentazione di Franco Venturini de “Il Corriere” è esilarante. L’ultima volta che un militare con le stellette è saltato su un ordigno esplosivo, il Nostro ha spiegato perché dobbiamo restare: “ Ancora una volta suona per noi l’ora del cordoglio, ma… Continua a leggere NON DAR DISPIACERI AL DOTT. VENTURINI