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Idee/Fatti del Mondo

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Con il suo famoso affresco sul Novecento, lo storico inglese Eric Hobsbawm  ha reso popolare la nozione di “secolo breve”. Il XX secolo sarebbe durato meno dei cento anni canonici. Interpretato come un secolo connotato essenzialmente dalla lotta fra la piena realizzazione del capitalismo e l’opposizione di marca marxista-operaista, il Novecento nella misurazione di Hobsbawm è compreso fra l’inizio e la fine della “rivoluzione” per eccellenza. La data di partenza diventa il 1917, l’Ottobre russo, e la data conclusiva è il 1990 o giù di lì con la sequenza fatale …

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Il presidente Napolitano esorta insistentemente a promuovere la crescita definendola un’esigenza nazionale “stringente e drammatica” nell’attuale situazione. Difficile obiettare, dal momento che la grande maggioranza degli economisti e, al seguito, anche dei politici premono nello stesso senso. Non manca tuttavia, anche tra gli addetti ai lavori, chi nega che la crescita sia necessaria, possibile ed auspicabile per uscire dalla crisi. E’ il caso dell’attuale presidente tedesco della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, Thomas Mirow, un socialdemocratico già collaboratore di Willy Brandt e Gerhard Schroeder e sottosegretario alle …

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Tra gli atroci privilegi che la tecnologia moderna ci consente, c’è anche quello di poter osservare un bambino siriano di 9 anni che muore tra le braccia dei medici. La sua unica colpa, come quella di migliaia di innocenti che ogni giorno perdono la vita, è stata trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato. Sulla linea di tiro di un proiettile sparato dalle forze armate del governo Assad. Nella disperazione, il padre grida il suo dolore e lancia i suoi anatemi. Contro chi? Sicuramente contro il dittatore alawita che governa …

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Un esperimento quasi socialista nella Spagna pre-Franco
Sostengo, naturalmente rappresentando me stesso  e non alcun altro di ‘Internauta’,  che solo un Distruttore e Giustiziere saprebbe bonificare la nostra Repubblica, e che lo farebbe nell’unico modo possibile: abbattendo il regime di ladri che la usurpa a partire dalla vittoria angloamericana del 1945. Mai il regime riformerà se stesso. Se a questa convinzione sono arrivato è in quanto nella storia contemporanea varie situazioni di crisi estrema furono risolte da distruttori e giustizieri.
I casi più emblematici furono la Turchia, l’Egitto,  la Spagna. In quest’ultima …

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“Il top 1% delle famiglie americane prende per sé quasi un quarto del reddito di tutte le famiglie, ripartizione che non si vedeva dal 1929. Un’economia così non può prosperare (…) I lavoratori dei livelli inferiori sono schiacciati dalla concorrenza straniera,  al tempo stesso che i guadagni dell’alto management salgono alle stelle.. La globalizzazione ha accelerato lo svuotamento di interi settori manufatturieri: abbigliamento, automotive, tessile. Per parlare chiaro: su molti fronti industriali non siamo in grado di competere”.
Fin qui Jeffrey D. Sachs, famoso cattedratico della Columbia Univ.  Joseph E. Stiglitz, …

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Toutes les guerres qui occupent nos livres d’histoire n’ont pas empêché qu’on réagisse à un conflit armé entre peuples et Etats comme à un événement exceptionnel. Si “Guerre et paix” est le titre d’un roman célèbre, c’est “guerre et monde” qui exprimerait la véritable contraposition, la véritable antithèse. Car on peut bien penser un monde sans guerre, – et la guerre comme un refus du monde, un refus de la vie. Pourtant, si la guerre enrichit les cimetières, elle n’est pas on ne dit pas qu’elle est “un …

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Il Vietnam tra Stati Uniti e Cina
Agosto è mese di molteplici anniversari, per lo più riguardanti misfatti e catastrofi del “socialismo realizzato”, ovvero del defunto mondo comunista. Siamo arrivati al cinquantenario del Muro di Berlino, innalzato per troncare le fughe in massa dalla Repubblica democratica tedesca e perciò oggetto di facili irrisioni da parte dei vignettisti, tipo “stiamo edificando il socialismo, mattone dopo mattone”. Sono appena trascorsi, poi, 43 anni dall’invasione sovietica della Cecoslovacchia, colpevole di tentata transizione ad un “socialismo dal volto umano”. E 23 anni più tardi quello …

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Niall Ferguson, un opinionista appassionato fautore della supremazia americana, ha inteso cartografare l’orrore del ‘New Isolationalism’: ha elencato gli aspiranti repubblicani alla Casa Bianca che vorrebbero tirare i remi in barca, che cioè condividono il sentimento sempre più diffuso, Bring the Troops Home. Per Ferguson, scandalizzato, “the consensus on this point verges on the supernatural”.
Ecco il catalogo dei traditori. Primo il front-runner del GOP Mitt Romney, cui Ferguson non perdona quello che chiama il lapsus freudiano di avere una volta auspicato di consegnare l’Afghanistan ‘ai talebani’, invece che agli afghani. …

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Intervistato il giorno stesso che gli Stati Uniti hanno perso l’insegna ammiraglia dell’economia planetaria, lo storico Paul Kennedy, ‘studioso della fine delle potenze mondiali’, e così una specie di Gibbon del nostro tempo, ha espresso un certo ottimismo: “L’America si ridimensionerà. Si ritirerà dall’Irak e dall’Afghanistan, non manderà più eserciti smisurati in Medio Oriente e in Asia. Manterrà i suoi impegni con la Nato e il Giappone, ma non aprirà nuovi fronti come la Libia (…) La crisi attuale conferma il declino degli USA. I loro capi dovranno gestirlo con …

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C’è chi è sicuro: la crescita prodigiosa della Cina non potrà continuare; si aggraveranno difficoltà sia gestionali, sia sociali; i mercati internazionali assorbiranno meno prodotti cinesi, anche perché andranno costando di più. I divari tra classi e sezioni del paese si allargheranno; cresceranno indebitamento e inflazione.
E c’è chi -sembrerebbe anche il Fondo monetario internazionale- prevede che tra poco più di quattro anni, nel 2016, la Cina supererà gli Stati Uniti e si troverà prima assoluta al mondo: la Cina che nell’Ottocento forniva i coolies che costruirono le ferrovie americane. Si …

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Le escandescenze dell’articolo “Logica demagogica e provinciale” (La Stampa 8 luglio 2011, autore V.E. Parsi) echeggiano l’involontaria, intensa comicità dell’editoriale di un opinion leader del tempo, nei giorni del 1870 in cui la Corte e i marescialli di  Napoleone III decidevano se dichiarare guerra alla Prussia dopo l’affronto del ‘telegramma di Ems’: “Se non attaccheremo Guglielmo I nessuna dama d’Europa accetterà più il braccio di un gentiluomo francese”.   E il quotidiano “La Presse” scrisse: “Se la Prussia rifiuterà di battersi la costringeremo con la clava a ripassare il Reno, a …

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Oggi primo giorno d’estate, emozioni forti però salutari. Il noto Ugo Magri ha constatato, non so se alla leggera o con raccapriccio:  “Non si era mai visto -cito a memoria- un ministro che critica il capo dello Stato, il quale è anche comandante in capo delle Forze Armate”. Il bieco, of course, è Roberto Maroni. Non si è fatto ammutolire dal secco diktat dal Colle, il giorno prima: “Dalla Libia non ci ritiriamo, gli impegni si mantengono”.
Dicono si debbano rispettare tutte le opinioni perfino questa, largamente condivisa nel campo ex-Pci, …

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Riportiamo qui il video dell’intervista rilasciata da Alberto Toscano a La Clè Des Langues e condotta da Damien Prèvost. In occasione dell’uscita del suo libro Vive l’Italie!  Toscano risponde a domande relative al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, offre la sua opinione sul processo di unificazione italiana, sui rapporti con la Francia,  e ragiona sulle problematiche odierne.
intervista a Alberto Toscano

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Più autorevole del normale la testimonianza sullo scoramento dell’atlantismo offerta (la Stampa, 15 lu.2011) da Kurt Volker, già ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato, oggi capo del BGR Group e direttore del Center for Transatlantic Relations alla School of Advanced International Studies della Johns Hopkins Univ. Ragiona Volker: nell’Afghanistan si finirà con lo scendere a patti coi pashtun radicali e islamisti e con altri gruppi non amici; col rassegnarsi che nell’Ovest del paese resti forte l’influenza dell’Iran e che il governo centrale possa, al meglio, reggersi a malapena dopo …

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A leggerla in fretta, la cover story pubblicata il 20 giugno 2011 dal settimanale della Time Warner, autore Rana Foroohar, potrebbe essere presa per un manifesto antiliberista e ‘unamerican’. Non lo è se non in parte; in ogni caso contiene ammissioni di peso. Titolo: ‘The Five Miths About the U:S:Economy’.
Premesse: la congiuntura resta cattiva, con disoccupazione al 9,1%; di settimana in settimana l’americano della strada si sente più povero; c’è un’intera generazione che non troverà il lavoro ben pagato di un tempo; è incredibile che l’opposizione repubblicana proponga ancora, come …

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Con tutta la serietà d’approccio imposta dall’argomento guerra, come non trovare comico lo sdegno degli americani bellicosi di fronte ai tentativi di mitigare il parossismo della loro spesa militare, la più mastodontica e bassa di rendimento della storia? Ha cominciato il segretario uscente della Difesa, Robert Gates, con una confessione elegiaca,  struggente di nostalgia: “Tutta la mia vita adulta l’ho vissuta quando gli Stati Uniti erano la superpotenza che non badava a spese per restare superpotenza. Non aveva bisogno di contare i soldi, l’economia era così forte. Una delle ragioni …

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Dicono sia stata Parigi a trascinare Londra, più una Washington perplessa, e persino il marziale Consiglio supremo di difesa al Quirinale, nella semicrociata contro la Libia. E da mesi ci chiediamo il perché di questa avventura strampalata, priva persino delle motivazioni imperialistiche accertate per le imprese nell’Irak e nell’Afghanistan. Che è venuto in mente ai generali dell’Eliseo, troppo buro-manager per aver vinto vere battaglie ma ambiziosi di glorie mediterranee quanto il loro Principe?
Le analisi sugli idrocarburi di Gheddafi e sugli scenari della geopolitica seriosa le lascio ad altri. Io sono …

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La nuova Atene forse sta già sorgendo tra i ghiacci ed i vulcani dell’Islanda. Un articolo comparso su Il Corriere della Sera, di Maria Serena Natale, ha fatto conoscere all’Italia un esperimento molto avanzato di integrazione tra democrazia, tecnologia ed estrazione a sorte. È la stessa giornalista ad utilizzare espressioni come “agorà virtuale” e a citare la democrazia diretta dell’antica Atene. Per noi di Internauta la lettura del resoconto è la conferma di una tendenza che speriamo andrà sempre più affermandosi.
L’isola scandinava ha pagato un prezzo altissimo alla crisi economica …

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IL MOSTRO ALLA SBARRA
Ratko Mladic è nelle mani della giustizia internazionale. Giustizia giusta? In partenza sicuramente sì, almeno per chi non dubita che giusti siano stati i processi e le condanne dei capi nazisti a Norimberga. Tanto più che l’ex generale serbo-bosniaco viene giudicato, appunto, da una corte internazionale credibilmente neutrale come quella dell’Aja (dove l’accusa contro Slobodan Milosevic venne sostenuta dall’elvetica Carla Del Ponte) anziché da un tribunale quasi di guerra creato su due piedi dai vincitori in un paese vinto e debellato, ossia senza più Stato, come la …

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La décision de la justice brésilienne de libérer l’ancien militant d’extrême-gauche Cesare Battisti a provoqué de nombreuses réactions en Italie, où il a été condamné par contumace à la réclusion à perpétuité pour quatre meurtres et complicité de meurtres commis à la fin des années 1970. Pour leJDD.fr, Alberto Toscano, journaliste et écrivain, explique l’état d’esprit des Italiens.
La libération de Battisti a-t-elle provoqué la colère des Italiens?
Ce n’est pas une réaction de colère ou de vengeance mais de déception. Le fait qu’une décision de justice [sa condamnation à perpétuité par …

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Per capirci meglio
L’indignazione nazionale per il no carioca all’estradizione di Cesare Battisti (da non confondersi con il suo omonimo, ormai probabilmente anonimo, cui sono ancora intitolate migliaia di vie e piazze d’Italia), restituito addirittura alla piena e incondizionata libertà, è corale e pressocchè unanime. Come non condividerla? Se il personaggio fosse minimamente simpatico, se avesse dato per lunghi anni e anzi decenni qualche segno di resipiscenza e se la sua latitanza non fosse stata pervicacemente protetta da una muta di boriosi quanto ignoranti intellettualoidi transalpini, qualche circostanza attenuante a suo …

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E’ giusta l’abitudine di irridere alle risoluzioni dell’ONU, la scadente organizzazione planetaria in origine voluta, col nome Società delle Nazioni, dal cervellotico presidente Woodrow Wilson, e successivamente ingigantita da Franklin Delano Roosevelt, ben più furbo discepolo del Cervellotico. L’Onu non ne ha fatta, in proprio, una di buona. Le volte che ha agito è stato per l’impulso, gli interessi, i bombardieri e i tanks dei suoi azionisti più potenti, anzi prepotenti. Era stata architettata per mettere fuori gioco gli egoismi degli Stati e introdurre nella vicenda internazionale elementi, o almeno …

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Lo sappiamo tutti che le nazioni non si ammalano in blocco, e poi ci sono le vaccinazioni di massa. Ma avantieri c’è stata la notizia che D.Strauss-Kahn restava in carcere un paio di giorni in più perché a Manhattan un condominio, o forse un intero rione, non lo voleva come affittuario. Preoccupazione per la virtù, anzi l’integrità, di mogli compagne e figlie? Peggio, rivolta morale contro un libertino d’ Europa?
Venendo dopo migliaia di annunci, dai media di Francoforte a quelli della Patagonia, che DSK rischiava 70 anni di carcere, lo …