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Forse Antonio Massimo, che sa essere flessibile e pragmatico, avrà già impartito il proverbiale “contrordine compagni”. Ordinato, cioè, di soprassedere per il momento al reclutamento di qualche cacciatore di teste per individuare l’alto ufficiale o prelato più idoneo a promuovere, in Italia e al limite nell’universo intero, quel rivolgimento rivoluzionario ancorchè semi-conservatore che lui auspica e che le sinistre nazionali, estreme e quindi fuori dal mondo oppure moderate e quindi abbarbicate al sistema vigente, hanno dimostrato di non sapere o volere attuare. La dimostrazione definitiva sarebbe venuta, come sanno i …

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Fino a qualche mese fa si poteva pensare che lo statista più fallito della storia contemporanea d’Europa fosse stato, nella Spagna degli anni Trenta, Manuel Azagna. Non aveva fondato da solo la Seconda Repubblica iberica -la Prima, del 1873, era morta due anni dopo- però arrivò a impersonarla (così come Francisco Franco riuscì in pochi giorni  a farsi egemone della ribellione militare). L’ascesa di Azagna, un saggista con pochi lettori e il leader di un piccolo partito, era stata meteorica. Nemmeno tre mesi dopo essere diventato capo del governo si …

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Il presidente della Castocrazia intima giornalmente dalle sciabole dei Corazzieri che si facciano le riforme (manco a dirlo, in questo guadagna benemerenze). Il suo premier di fiducia, Nipote dello Zio, è addirittura sbottato con la foga di un ardito di F.T. Marinetti: “Mai più un capo dello Stato eletto come l’ultima volta” (l’ha detto in modo slightly different, ma il senso è questo). Istituiremo il semipresidenzialismo, annuncia l’ala marciante dei novatori.  Ci regalano qualche novità?
La risposta giusta la dette Laocoonte, il sacerdote di Apollo a Ilio, nel rimirare il Cavallo …

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Proprio per avere trionfato troppo e troppo a lungo, il liberismo/capitalismo è più esposto di prima all’attacco dei suoi nemici. Gli imperi soccombettero tutti, per vecchiaia o per superiore forza dei loro avversari; accadrà anche all’impero del denaro. Un Paese come il nostro dovrebbe essere primo in Occidente -per alcuni suoi primati del passato, come per il fatto d’essere sottomesso alla peggiore delle repubbliche- ad aggredire l’Esistente: i grandi patrimoni, le eredità, i diritti acquisiti, i redditi non guadagnati, i vitalizi, i guadagni eccessivi del management, degli alti burocrati, di …

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Quando sento Beppe Grillo berciare di democrazia diretta e democrazia elettronica non posso fare a meno di sentire un brivido di orrore corrermi lungo la spina dorsale. Qui su Internauta sono alcuni anni che affrontiamo questi temi e alcuni dei nostri autori non sembrano immuni al fascino delle assonanze tra alcune delle proposte del Movimento 5 Stelle e le nostre idee.
Ma a parere di chi scrive noi non possiamo dirci grillini, né le nostre proposte possono in fondo essere assimilate a quelle del comico genovese. Anzi, personalmente ritengo che la …

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“La democrazia è la peggiore forma di governo – eccetto per tutte le altre forme che sono state provate di tempo in tempo [che sono ancora peggio]” – disse Winston Churchill alla Camera dei Comuni l’11 novembre 1947.
Chi ha vissuto al tempo del fascismo ricorda che allora si stava peggio. Poca cultura (tranne eccezioni note e quasi mai dovute al regime) – giustizia coartata – libertà assente – decisioni governative improvvisate e sbagliate che portarono al disastro. Ora viviamo in democrazia e vediamo bene i difetti del sistema cui alludeva …

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Giorni di lutto vive nell’Aldilà la Trimurti usurpatrice De Gasperi/Nenni/Togliatti, cui risale il potere che domina lo Stivale. Qui, sulla Terra, i più credono si avvicini la fine di una fase: la Seconda/ Terza repubblica, il bersanismo, il centrismo, i Democrat grande forza compatta, i ponti verso destra, l’antiberlusconismo che ancora fa la fortuna del Cavaliere, altre parentesi transeunti per definizione. Invece nell’Aldilà la Trimurti sa, con la certezza spettante ad ogni onnisciente divinità, che non una fase o una stagione agonizza, ma l’intero sistema nato tra il 1945 e …

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Se è vero che due eventi grossi -l’insurrezione in Italia di un quarto degli elettori, più altrettanti astenuti; l’avvento di un Papa che predica e forse praticherà la povertà- hanno aperto prospettive inattese, forse cominciano tempi nuovi. Improvvisamente la moralità e la parsimonia, finora non-valori, si impongono come obblighi. I vertici della partitocrazia parlano come se volessero tagliare i costi dello Stato e della politica. Non vanno creduti, però è insolito il fatto che almeno alludano al bene. Se le regole del gioco vanno mutando, se di colpo il Palazzo …

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I Giovani Turchi devono essere vicini a prendere il potere a ‘Repubblica’, se il 20 marzo sono riusciti a pubblicare una sfrontata eresia rispetto al misoneismo del loro Fondatore, Eugen Scalfar-Metternich (v. in ‘Internauta’ di marzo “Nonno contro nipoti: Scalfari proibisce il futuro”). La eresiarca è Barbara Spinelli con lo scritto ‘Se la politica torna all’agorà’, talmente blasfemo dal punto di vista del Legittimismo che ne riproduciamo esultanti ampi brani.
Come premessa, la Tizzona d’inferno definisce solida ma ottusa la democrazia imposta da Adenauer a un popolo vinto: “Nel fondo dell’anima …

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La crisi della democrazia incalza. I segni sono evidenti. In Italia ma anche nel resto del mondo, almeno di quel mondo che alla democrazia si affida. Una ragione di sofferenza per chi crede nei valori di libertà. E di angoscia. Un motivo per parlarne. Anche se, con tutta probabilità, non servirà a nulla. La democrazia oggi non garantisce. (…)
(PER LEGGERE L’INTERO PAMPHLET CLICCA QUI)

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“Sembra finalmente arrivata l’ora dei tagli alla politica”. Che Massimo Teodori abbia ragione, contro le apparenze che invece fanno pensare a  sforbiciate lievissime? Ad ogni modo Teodori ha fatto molto bene a concentrare in marzo un suo vice-editoriale del Corriere della Sera, invece che ad analisi e a sociologie, a un solo punto: togliere soldi alla Casta. Fa seguire un decalogo dettagliato: abrogare il rimborso spese elettorali, i contributi ai gruppi parlamentari e a quelli consiliari, i finanziamenti ai giornali di partito e simili; dimezzare le indennità dei parlamentari eliminando …

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Il comico inglese con bastoncino, baffetti e bombetta era più bravo di quello genovese coi capelloni. Il Grande Dittatore aveva un simbolo con doppia croce invece della svastica: distintivi riconoscibili, anche se insensati. Invece le 5 icone di M5S ricordano alberghi di lusso e contraddicono gli slogan di risparmio e rifiuto contributi pubblici. I messaggi programmatici del movimento, poi, sono in gran parte vuoti. I contenuti mancanti non vengono surrogati dalle urla nelle piazze, né da tante parole disseminate in rete con video, chat, twitter. I toni ieratici e la …

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Arrotondiamo per eccesso: ci sono 1000 parlamentari che guadagnano 15.000 euro al mese. Quindi, contando tredicesime e quattordicesime, lo Stato spende per loro 210 milioni di euro all’anno. Se dimezzassimo i parlamentari e gli riducessimo a un quarto dell’attuale lo stipendio, otterremmo un risparmio di oltre 180 milioni di euro. A prima una vista una cifra ragguardevole, specie se consideriamo che il budget attuale serve a sfamare gente come Scilipoti. Ma il gravissimo danno che la morale grillina sta causando al Paese, è la mistificazione sistematica sugli ordini di grandezza del problema.
Uno …

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Ci furono i Flagellanti, confraternite laiche che compivano viaggi penitenziali di trentatré giorni, con più sferzate al dì col flagello, strumento di autosupplizio e disciplina. Furono condannati nel 1349 da Clemente VI, il quale prima appoggiò, poi scomunicò Cola di Rienzo. Uomo di cultura, protettore di Petrarca, era un papa cui non andavano a genio i fondamentalisti della fede, detti appunto Flagellanti.
Oggi si animano gli Scalfareggianti. Chi sono? Niente di penitenziale, al contrario. Sono gli opinion leaders gregari del potente Eugenio Scalfari (Civitavecchia 1924), al quale fanno capo le vaste …

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Comunque andranno le cose, da noi si chiude il secolo della sinistra bacchettona, protesa un tempo a sovvertire, oggi a difendere l’esistente. Lo prova lo sgomento dei cappellani intellettuali, e più ancora dei burocrati, del postcomunismo di fronte alle novità: tutte le novità, non solo quella delle Cinque Stelle. Oltre metà del Paese, tra astenuti e voti per Grillo e altri, non ne può più del perbenismo riciclato Bersani D’Alema Napolitano Finocchiaro (come del destrismo volgare). Non ne può più delle superstizioni: democrazia rappresentativa, fedeltà alla Costituzione oligarchica, glorie resistenziali …

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Le ragioni del cambiamento
I parrucconi sono ancora fra noi. Tenaci. Insofferenti. Pronti a scendere in campo con tutta la faziosità (e non è poca) di cui sono capaci. L’ultima occasione l’ha offerta (e la offre) la Costituzione. Attorno alla legge fondamentale dello Stato si sta sviluppando una feroce querelle solo per il fatto che qualcuno ha sostenuto che bisognerebbe metterci mano per adeguarla ai cambiamenti intervenuti nella società italiana in questo ultimo mezzo secolo. Dal I948 (anno della sua entrata in vigore) molta acqua è passata sotto i ponti. I …

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Con un plumbeo editoriale di P.L.Battista (“Un monarca nelle piazze”) Il Corriere della Sera si dice costernato per il possibile successo elettorale del Movimento 5 Stelle. Il noto columnist mostra di rivolgere l’indignazione più verso i partiti che contro lo stesso Pericolo Pubblico. Li accusa di rassegnarsi al ‘quasi certo exploit di  Grillo’ e, peggio, di ‘lavorare per lui’: “In un anno e mezzo di inattività, affidata a un governo tecnico la missione di far uscire l’Italia dai guai, non hanno nemmeno cominciato a ridurre sul serio i costi esorbitanti …

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Mai governi coi partiti, si sgolava fino a ieri. Mai fiducia a governi tecnici, strilla oggi. Beppe Grillo, sempre più calato nei panni del politico navigato, sta giocando la sua partita e la sta giocando abbastanza bene. Manda in giro (poco, a dire il vero) i suoi a sproloquiare sui 20 punti del programma, gli fa eleggere i capigruppo per alzata di mano in puro stile okkupazione del liceo, si diverte – probabilmente – a vedere quanta attenzione mediatica si crei intorno alle uscite infelici dei suoi neoparlamentari (l’ultima sul …

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Giorni fa un economista ha osservato che, oltre a un popolo di lavoratori precari, c’è un popolo di aziende precarie; e che queste ultime, messe in pericolo a tempo indeterminabile, rilutteranno a dare lavoro anche quando il peggio sarà passato.
Dunque la questione sociale si farà seria: già ora centinaia di migliaia di dipendenti pubblici minacciati  dalla scadenza dei contratti a termine, un alto numero di aziende in crisi, da quelle grandi -le Ilva, Fiat, Sulcis, Alcoa, Irisbus- ai negozietti da una commessa, che hanno chiuso o farebbero bene a chiudere. …

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Milano, 21 febbraio 2013
A TUTTI COLORO CHE HANNO ADERITO E SEGUITO LA CAMPAGNA PER UMBERTO AMBROSOLI, PRESIDENTE ALLA REGIONE LOMBARDIA
 
“Non usate Dio per ragioni di potere”
Papa Ratzinger
 
Sembra che la possibilità di salvare la nostra cara Lombardia dall’ignominia leghista, alleata organica del corrotto formigonismo, e dal dannoso ed inquietante equivoco del montismo, rappresentato in Lombardia da Albertini, l’anziano sindaco berlusconiano di Milano quello dei parcheggi  e dei grattacieli selvaggi, sia in vista.
Comunque vada a finire si ê trattato di un grande impegno morale e intellettuale che ha coinvolto gran parte del popolo lombardo contro il tentativo …

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Mi concedo una piccola nota autobiografica; è per mettermi alla berlina, non per pavoneggiarmi. Una trentina abbondante di anni fa scrissi un fondo di quotidiano in cui spiegavo come e perché Ronald Reagan non poteva diventare presidente degli Stati Uniti anche se il suo rivale, Jimmy Carter, non mi sembrava un genio. E che se per caso, invece, lo fosse diventato sarebbe stata una disastrosa pagliacciata (un’ “americanata”, come si soleva dire una volta) per il suo paese e per l’orbe terracqueo. Devo confessare che delle prestazioni dell’uomo come governatore …

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Non poteva andare peggio a noi millenaristi imbecilli, a noi messianici ebeti che abbiamo preso sul serio gli opinionisti dei grandi media, soci in affari degli oligarchi. Per uno sforzo di umiltà avevamo anteposto al nostro il loro giudizio: più che sbagliato, truffaldino. Scrivevano sapendo di mentire. Soprattutto agli inizi del 2012 annunciavano che la partitocrazia e il malaffare nati dalla Resistenza erano spacciati, che la Seconda Repubblica moriva e con essi quasi un settantennio della nostra storia, prevalentemente dominato dalle malazioni. Fingevano di credere che la peggiore classe politica …

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“Buffalo Bill, Toro Seduto e l’Arbitro al Quirinale”: l’editoriale di ‘Repubblica’, il 13 gennaio, ha questo di diverso dagli altri: ti lascia in dubbio se Scalfari l’abbia scritto nella sua qualità di Fondatore, o piuttosto in quella di controfigura di D’Alema o di Napolitano nel colossal legittimista di Cinecittà, ‘Non Possumus’. Nell’enciclica omonima, Pio IX ( ‘cittadino Mastai’ Carducci lo apostrofò perché levasse il bicchiere) scandì l’intransigenza verso le nuove idee liberali. Logico: si era visto togliere Romagna (1859), Umbria e Marche (1860) e la stessa Roma (1870).
Perché ci interroghiamo …