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ANTONIO MASSIMO CALDERAZZI

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Nei giorni che le piazze spagnole, dopo l’abdicazione di Juan Carlos, si movimentano di manifestazioni repubblicane -per quello che valgono le manifestazioni- vale la pena di ricordare che la repubblica più famosa, quella radical-progressista poi sinistrista nata nel 1931, cominciò a morire ottant’anni fa precisi, giugno 1934: sciopero generale politico dei braccianti e contadini poveri, poi ribellione della Catalogna anarcosindacalista, infine nell’ottobre, sempre 1934, la rivoluzione degli operai e dei minatori delle Asturie, spenta dall’artiglieria. Alcune migliaia di morti, migliaia di corti marziali, una repressione feroce come aspre erano state  …

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Dove vi siete nascosti, perché siete ammutoliti, voi che credevate nella risanabilità del Sistema? Voi che avevate orrore dei giustizialismi, che confidavate nei passi graduali, nella terapia delle urne,  nell’indottrinamento civico, nella mobilitazione dei progressisti, nei girotondi, nei festival del libro, nei ritiri per studiare il pensiero di Rodotà? Ora che avete le prove assolute che la Repubblica nata dagli eroismi assassini della Resistenza, e salvata dalla saggezza del Colle succursale di Capitol Hill, è il porcile dell’Occidente?
Dopo le retate di Venezia, Milano-Expo, Genova et cet., dopo lo scoperchiamento di …

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Juan Carlos liquidò il regime franchista. L’ex Principe delle Asturie avrà un senso se liquiderà  il regime dei partiti ladri
Fu logico che la Spagna accettasse la monarchia, resuscitata dal Caudillo come argine contro il ritorno del sinistrismo. Fu logico che il 27 febbraio 1981 il sovrano difendesse la Transicion al parlamentarismo, ordinando alle Forze armate di spegnere il tentativo di golpe del tenente colonnello Tejero. Pochissimo tempo dopo gli spagnoli appresero di avere imboccato col felipismo -la gestione governativa dei socialisti “craxiani” di Felipe Gonzales- la via dell’Italia: marcia accelerata …

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QUASI NULLA SARA’ COME PRIMA QUANDO L’ANTIPOLITICA TRIONFERA’
Valga la confessione di uno tra i giornalisti più fradici di vecchia politica legittimista, persino capo di una lista elettorale, cioè aspirante gerarca. Curzio Maltese ha asseverato la realtà in modo impeccabile: “La professione politica ha fallito”. Bravo Maltese che non ricorre ai consueti giochi di mano, tre o più carte, per nascondere la sconfitta  propria e dell’intellettualame intero. E che ammette la fondamentale falsità di un settantennio di vanti del pensiero democratico unico.
Le cose stanno veramente come dice il Nostro.  L’esplosione antipolitica …

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A un amico che fu partigiano, ferito gravemente a diciassette anni, funzionario comunista per decenni, avevo chiesto quali errori hanno condannato a morte il Partito. La risposta mi ha spiazzato: “Essere nato”. A tanto non ero preparato. Allora provo a rispondermi da solo.
Errore primo, avere preso sul serio Antonio Gramsci. Sull’occupazione torinese delle fabbriche (1921) pensò e scrisse troppe fanfaluche. Sulla premessa di una sognata ‘egemonia della classe operaia’ fondò un partito inteso ad emulare le vittorie dei bolscevichi. Invece avvicinò la Marcia su Roma. La “Unità” si vanta fondata …

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Il 25 Aprile giusto -cioè non ideologico/settario, non vestito di paramenti gappisti, non comico in quanto fatto di Bella Ciao intonate da cleptocrati e portaborse- lo festeggiò il Portogallo: lo meriteremmo anche noi. Il 25 aprile 1974 gli ufficiali giustizialisti presero il potere a Lisbona e nel paese intero. Senza bagni di sangue, però grazie alla salutare minaccia di usare le armi. Non avessero rotto la legalità, governerebbero ancora i pronipoti di Carmona, Salazar e Caetano. Il governo del paese, per un po’ anche delle grosse colonie africane, passò alla …

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Choosing the Head of State in a parliamentary republic is a contradictory endeavour. Said kind of republic stays in a smallish number of countries. Yes, it flourishes in such an important system as Germany, with the ancillary context of Austria, then in some fifteen nations of Europe. Most Latin-American systems are modelled after the United States, the foremost among presidential republics; there the head of state leads the government too. So in non-parliamentary systems the popular vote elects a very relevant officer, who fully heads the Executive branch of government.
In …

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In una fase italiana segnata da due opposte posizioni, la denuncia di una deriva verso l’autoritarismo e il tedio della democrazia partitico-parlamentare, consideriamo utile far conoscere i giudizi di un importante storico britannico, Raymond Carr cattedratico a Oxford, su quello che fu negli Anni Venti l’esperimento in Spagna di un regime autoritario, non fascista e amico del popolo, agli inizi favorito dalla monarchia e dalle destre, sei anni dopo fatto cadere da queste ultime e da un sovrano, Alfonso XIII, che tentava di salvare la corona.
Fu la ‘Dictadura’ del generale …

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The hard truth is: in those advanced societies whose parliamentary/electoral mechanisms are long established , the immediate prospects of sortition are either next to nihil ,or very slight. The consensus still goes to passing sovereignty to elected, professional representatives. The technology to cancel such delegation to politicians is now available. It’s public psychology that lags.
Instead semi-direct democracy, either selective or not, is the intuitive alternative to both electoralism and autoritarian rule in countries that, in a definition of Oliver Dowlen, are “modern cases of extreme democratic breakdown”. If democratic breakdown …

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Per una volta è giusto prendere le mosse dal Pensiero di Alessandro Sallusti. La cosa non è bella, visto che il direttore del ‘Giornale’ è ex officio, cioè necessariamente, uno di quei liberti, o schiavi, o eunuchi di palazzo che, sotto cattivi imperatori o sotto sultani inebetiti dalle fatiche di harem, pervennero a potenza e più ancora a ricchezza irraggiungibili da personaggi di calibro e di anima più alti. Ma una volta che il liberto di Arcore dimostra più talento di altri persuasori professionali, giù il cappello.
Sallusti ci ha ricordato …

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Cento anni fa di questi giorni Raymond Poincaré, presidente della Francia e inconsueto egemone della sua politica estera/militare, faceva il molto che poteva perché scoppiasse una Grande Guerra da 10 milioni di morti. Era odiosamente bravo: un solo anno da uno dei tanti presidenti del consiglio e nel 1913 entrava all’Eliseo come il più illustre dei francesi. Nel dopoguerra fu a capo di cinque governi, e tra l’altro salvò il franco. Aiutato persino dal fatto d’essere cugino del massimo matematico di Francia, Poincaré realizzò l’ambizione della sua vita: la Revanche …

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Si è spenta la speranza che il mondo avesse trovato in Francesco un maestro/una guida per i credenti e i non credenti. Il mondo ha trovato un altro riferimento, un modello in più, non un condottiero morale, non un Mosè superiore a tutti. A un anno dall’elezione papa Francesco dice cose e offre segni che hanno qualche rilievo per i cattolici, non così per il resto degli uomini. L’illusione era che una svolta rivoluzionaria della Chiesa galvanizzasse i popoli. Dio sa se la nostra epoca, orfana di ideali, emancipata sì …

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If we can envisage the day when democracy will go from representative to deliberative, i.e. the day when sortition will substitute elections, it’s because in the 1992 U.S. presidential campaign an independent serious candidate named Ross Perot advanced the bold challenge to tradition: if  elected, I will not govern with Congress, but with you the American people. On all outstanding issues I, or the members of my Cabinet, will address the Nation through Tv and all available media, detailing terms of problems and prospective solutions: you the citizens, as the …

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E’ eccellente che il Premier fiorentino tenti di abbattere i bastioni del passatismo. Che aspiri a deviare il fiume della nostra storia, dal declino al rifiorire. Però il sistema, il vecchiume, il contesto, la corrente del fiume saranno più forti di lui, alla fine, se vorrà agire solo entro le regole e le prassi della Costituzione. In ultima analisi la legalità è dalla parte dei nemici suoi e nostri.
Un esempio marginale: il presidente del Consiglio dice di voler muovere guerra ai mandarini inamovibili e detentori di troppo potere; più in …

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If some ‘laws of History’ could be taken seriously, in Italy we  should feel predestinated to be first in conceiving a better democracy. Not because of the glories of our remote past, rather for the simple fact that our democracy is more disfunctional than other ones  in the West.
The tribes of our peninsula did invent things that resulted very important, both good and evil -the Roman empire, the medieval city-states, the Renaissance, the Antichristian popes of said Renaissance,  Grand Opera, Gabriele d’Annunzio, Fascism, et cet. Today we are forced to …

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Stavolta sono state scritte parole semplici e vere su una questione generale che avrebbe potuto tirare in ballo la filosofia della storia, il destino, la deriva dei continenti e dei sistemi, molto altro. “Le forti personalità che di tanto in tanto appaiono possono fare la differenza” ha ragionato Angelo Panebianco. “Ma spesso falliscono, non riescono a prevalere sui poteri diffusi e anonimi che se ne sentono minacciati”. Parla naturalmente di Matteo Renzi, del suo “tentativo di ridare forza alla politica rappresentativa allo scopo di ridare forza a se stesso”. Magari …

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Il teorico del sindacalismo rivoluzionario, l’ammiratore di Lenin, l’amico di Bergson e di Croce, l’avversario del marxismo storico e, più ancora, del conformismo democratico e parlamentare, fu (scriveva quarant’anni fa lo storico Gabriele De Rosa) “uno degli spiriti forti che agli inizi del Novecento erano ansiosi per le sorti della borghesia attratta dalla voragine della democrazia giolittiana. Era convinto che il convergere radical-socialista fosse “la via escogitata dalla borghesia capitalistica per corrompere il proletariato.”
“Sorel -scriveva ancora De Rosa- ha sete di purificazione ideale, affida la bandiera proudhoniana della riscossa morale …

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Giorni fa ‘Repubblica’ ha dedicato spazio e copiosa empatia a uno dei tanti calvari abitativi degli immigrati dall’Africa: un palazzo abbandonato a pochi passi dalla stazione Termini, nel cuore di Roma: via Curtatone 3. Era stato la sede di un ente chiamato Ispra; oggi ci bivaccano 450 persone, un multiplo degli impiegati di un tempo. Non c’è luce. Non c’è acqua, quindi niente servizi igienici. Dormono per terra, una cinquantina di bambini compresi. I pavimenti sono popolati da scarafaggi e da topi. Altre Geenne romane hanno nomi leggiadri -Collatino, ponte …

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L’articolo “La ricerca per cambiare democrazia la dà vinta al sorteggio digitale” (‘Internauta’, gennaio) sottolineava l’ormai conseguita vastità della bibliografia internazionale su quella via maestra alla democrazia semidiretta che è la selezione per sorteggio di campioni sovrani della popolazione (randomcrazia). E si segnalava perciò che sul sorteggio (sortition, lottery) si concentra da qualche anno la ricerca dei professori Peter Stone (Trinity College, Dublino), Oliver Dowlen (Queen Mary University, London) e Gil Delannoi (Sciences Po, Parigi).
A coronamento di alcuni seminari e di altre attività di ricerca, i tre accademici hanno organizzato …

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Nel pezzo “Tempo di democrazia semidiretta” (Internauta gennaio) si sostiene che in Italia la rappresentanza della sovranità popolare attraverso le elezioni sta agonizzando. Tra l’altro la XVI Indagine Demos per ‘Repubblica’ ha accertato, secondo Ilvo Diamanti, che per il 42% del campione la democrazia può funzionare senza i partiti; che oltre il 30%  ritiene si possa rinunciare del tutto alla democrazia; che solo il 7,1% ha fiducia nel Parlamento, il 5,1% nei partiti.  Si è sostenuto che queste risultanze non sono negative, visto che la nostra non è una democrazia …

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Certe disfatte del regime, somiglianti a Caporetto, meglio farle raccontare a ‘Repubblica’ che è il ‘Voelkischer Beobachter’ (l’organo del partito nazional-socialista) o la ‘Pravda’ della partitocrazia. Dunque, lo sapete già: “Gli italiani confermano la loro sfiducia nel sistema dei partiti. Sono le indicazioni che vengono dalla XVI indagine Demos per ‘Repubblica’”. Per il curatore, professor Ilvo Diamanti, “il distacco profondo dalle istituzioni politiche e di governo non è un fatto nuovo, ma colpisce per le proporzioni che ha assunto”.
“Le sedi del governo centrale e locale, rispetto a un anno fa, …

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Premessa: il Pd non poteva non darsi al Gonfaloniere fiorentino. Avesse preferito Cuperlo, sarebbe stato un testamento col notaio al capezzale, un’ultima volontà dettata prima della mummificazione.
Tuttavia abbiamo poche certezze su quelle che saranno le opere, anzi le gesta del Sindaco. Forse ci sarà la rottamazione degli oligarchi, comprese le Finocchiaro, le Pollastrini, molti altri ufficiali e sottufficiali dell’intendenza. Forse: solo se resterà un unicum il patteggiamento con d’Alema che ha elevato Cuperlo a presidente del partito. Come lancio di un’impresa di valore storico, il compromesso con la nomenclatura – …

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Dopo esserci stata padrona per un po’ di secoli (a Milano quasi tre, a Napoli e a Cagliari quasi quattro, a Palermo oltre cinque), morto il Caudillo la Spagna ritrovatasi democratica si cercò un modello politico-ideale aggiornato: e scelse lo Stivale. Noi avevamo cambiato padrone già nel 1945, trovando la felicità trent’anni prima che a sud dei Pirenei. Nell’ottobre 1982 gli spagnoli completano il corso d’apprendimento: danno il potere al ‘socialista’ Felipe Gonzales ed entrano anch’essi nell’età craxiana: soldi a debito per tutti, industrializzazione e grandi opere al galoppo, ottimismo …