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ANTONIO MASSIMO CALDERAZZI

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E’ quasi certo che tutti gli altri quirinabili sarebbero stati peggiori, per questo o quel motivo. Tuttavia taluni indizi che al momento si profilano a carico del successore del Partenopeo non sono lievi.
Fino a poche ore fa era giudice costituzionale e, con un emolumento vicino al mezzo milione -la Democrazia tratta signorilmente i suoi ciambellani- non risulta avesse imbarazzo ad abitare nella foresteria della Consulta (foresteria che non dovrebbe esistere). Saremo felici di ritrattare questo minore addebito, se emergerà che Egli pagava per l’alloggio al livello di uno degli indirizzi …

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I sogni del passato su un’Europa migliore e unita in un solo Stato stanno morendo. Oppure no, oppure nelle coscienze sta maturando una ribellione che un giorno eromperà, e porterà a grandi cose.
Finora gli europei, ombelico del mondo, per cento ragioni si sono dimostrati ben inferiori ai nordamericani: i quali due secoli e mezzo fa decisero di volere una patria non solo indipendente, ma fusa in una nazione. Erano, è vero, soprattutto inglesi, stessa lingua, stessa cultura e storia, stesso potenziale di rivoluzione. Tuttavia se fossero stati prigionieri delle nostre …

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Riflettendo sui fatti di Parigi il teologo Vito Mancuso ha colto l’occasione per prendere alcune distanze dal retaggio illuminista. I precetti di tale retaggio -diciamo noi-non possono essere nostri, visto che fomentarono quell’esplosione di ferocia che fu il Grande Terrore. In quei mesi, secondo Mancuso, morirono sul patibolo 200 persone al giorno.  In confronto i ‘vendicatori di Maometto’ risultano misericordiosi…
Per verificare i conteggi del prof. Mancuso andrebbe assodato che si intende per Grande Terrore. “Per vari mesi, recita un manuale di storia, è tutto uno sfilare di carrette di condannati. …

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La manifestazione monstre -un paio di milioni di parigini, capeggiati da una cinquantina di statisti- è stato un evento storico? Sì, ove si faccia finta di non aver sentito e letto un alto numero di insulsaggini. Che la Francia, colpita  al cuore, s’é desta. Che siamo in guerra e combatteremo. Che la redazione di una testata satirica era un tempio della libertà e che questo tempio è stato profanato. Che i cinquanta statisti rappresentavano un’umanità che vuole lottare per l’ideale: come se obiettivo prioritario dei liberticidi di al Qaeda e …

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C’è un altro ruolo da rottamare, quello del presidente della repubblica. Lo derivammo, così spropositatamente lungo – sette anni, laddove consoli da 12 mesi fecero grande Roma e ad Atene c’erano arconti da un giorno- dalla Costituzione francese del 1875. Era stata votata da una maggioranza parlamentare monarchica, e monarchico dichiarato fu il secondo presidente della Troisième République, Mac-Mahon. L’ultimo monarca di Francia era stato Napoleone III, nipote del Grande. Eletto presidente della Seconda repubblica nel l848, si era trasformato in imperatore quattro anni dopo. Non aveva regnato male: capiva …

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Maurizio Molinari, corrispondente da New York de ‘La Stampa’, scrisse un libro dal titolo esopico L’aquila e la farfalla, con un sottotitolo/messaggio Perché il XXI secolo sarà ancora americano. A prendere sul serio il libro, non è una buona notizia -per chi non idolatri il Pil e i record tecnologici- che i prossimi 85 anni saranno ancora signoreggiati dal maggiore degli Stati-canaglia. Fossimo superstiziosi faremmo convinti scongiuri. Ma la superstizione è deplorevole. E poi prendere sul serio questo lavoro non è imperativo.
Per cominciare, come raccolta di corrispondenze di giornata L’aquila …

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Parecchi si meravigliano che l’Ungheria si lasci governare, anche galvanizzare, da un primo ministro Orban che schernisce il politically correct e rifiuta il pensiero unico democratico-buonista.  I parecchi dimenticano, intanto, che quel paese, con un passato importante, ha vari conti da regolare col presente. Sconfitto nella Grande Guerra, fu depredato e umiliato dai vincitori  tanto quanto l’Austria, la Germania,  l’impero ottomano. Il trattato del Trianon  gli tolse tre quarti del territorio, due terzi della popolazione. Così i magiari di oggi apprezzano di disporre di una guida forte che  promette qualche …

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Chi si scandalizza per Mafia capitale -modica cosa rispetto alla lebbra nazionale della corruzione- porta vasi a Samo e civette ad Atene. Uno che invece non si scandalizza è Antonio Padellaro, direttore del ‘Fatto Quotidiano’. Sa  che la gestione di Roma, o meglio della repubblica intera, è “una cloaca maxima”; sa che “l’emorragia sta dissanguando una delle democrazie più partecipate, la quale oggi langue nell’astensione di massa”; anche lui, come tutti, avverte che  “l’incazzatura collettiva può superare il livello di guardia” e rompere gli argini; annuncia che “possono arrivare i …

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Nel 1934 la Francia apparve per un po’ in una crisi tale da farla tentare dal fascismo. In realtà il paese la dette vinta a chi difendeva le istituzioni, perché le gestiva: due anni dopo le sinistre si unirono nel Front Populaire e sul breve termine, per pochi mesi, vinsero.
Le condizioni dell’economia erano meno serie delle nostre d’oggi. Tuttavia si delineava la minaccia di un’altra guerra, per l’indomabile volontà di rivincita della Germania umiliata a Versailles. In più l’Europa era attraversata da pulsioni autoritarie che oggi appaiono inverosimili, e anche …

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Siamo abituati a pensare i due mesi di stragi della Comune parigina, nel 1871, come la prima rivoluzione ‘bolscevica’ della storia: nell’ultima settimana le vittime furono 17 mila, 30 mila secondo altre stime. Le corti marziali condannarono duramente 35 mila persone, di cui almeno tremila alla deportazione nei bagni penali come la Cayenna. In tutto centomila morti, compreso l’arcivescovo di Parigi.
E invece la Comune non aprì l’era delle insurrezioni proletarie moderne. Quarant’anni prima furono i canuts, gli operai che a Lione tessevano la seta azionando a mano i telai del …

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Georges Sorel, una delle menti forti della Francia di inizio Novecento, il teorico del sindacalismo rivoluzionario (Réflexions sur la violence, del 1908) e l’intenso seguace del pensiero anarchico di Proudhon, amò l’Italia come pochissimi stranieri, e in Italia, la sua migliore tribuna, trovò ammiratori e discepoli. Mario Missiroli valorizzò molto la lunga collaborazione del francese  al ‘Resto del Carlino’ e curò due raccolte dei suoi scritti.
Il Sorel che avversò il riformismo democratico e il parlamentarismo corruttore, che esaltò l’astensionismo elettorale (“renderebbe accessibile al popolo l’idea della lotta di classe”), non …

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Si levano di nuovo gli annunci di mobilitazione contro l’Infedele. Mille anni fa i capostipiti dei banditori crociati furono Pietro di Amiens e papa Urbano II; la loro Prima crociata andò discretamente, e le atrocità non furono eccessive. Seguirono altre sei crociate ufficiali, più alcuni conati minori. Andò tutto abbastanza male.
Da qualche settimana ogni paese occidentale, o simpatizzante, o satellite di Washington, viene esortato a prendere le armi: anche se è certo che esse massacreranno più bambini che tagliagole. I bandi di mobilitazione riguardano prevalentemente il fronte della lotta all’Isis. …

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Questo avere inflitto alle periferie proletarie la sventura degli insediamenti indesiderati -migranti più o meno clandestini, zingari ed altro- è stato un misfatto grave dei radical chic, tutti domiciliati bene, comunque lontano dalle trincee dell’accoglienza coatta.
L’integrazione è una chimera, da sempre. Lo dimostrano, a dir poco, gli ultimi due secoli. Ma forse che due millenni fa la gente della Suburra romana, specie se venuta dalle colonie, era gradita nei quartieri dei patrizi, dei cavalieri e dei liberti ben messi? Sul pianeta intero non c’è un solo rione benestante dove i …

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Nella sua coerenza di ultimo dei minghettiani (nel senso di legittimisti del liberalismo), Piero Ostellino rimbrotta si può dire ogni giorno dal ‘Corriere’ l’intero popolo dello Stivale perché non si attiene a Adamo Smith. A modo suo, l’ex-direttore ha qualche ragione. Perché rinunciare a tre secoli di tradizione liberale, sia pure mummificata, allorquando il pensiero marxista è morto e il suo solo sfidante, la dottrina sociale della Chiesa, sembra Sisifo: ogni volta che si avvicina alla cima del monte, il macigno che è condannato a issarvi rotola giù a valle. …

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Due immani cetacei, un capodoglio e un’orca assassina, boccheggiano sulla spiaggia dello Stivale dove si sono arenati. Avendo ancora residui di vita, gli spasmi della loro agonia fanno impressione. In acqua erano ferocissimi, sterminavano la fauna, dilaniavano le balene, rovesciavano le baleniere, divoravano gli equipaggi. Ora muoiono.
Il capodoglio è il sinistrismo. Con Gramsci fu similbolscevico, cioè rivoluzionario a parole; divenne stalinista;  poi comunista da Cinecittà; oggi  è ridotto a patrocinare  ardite innovazioni erotico-coniugali. Le grandi opere egualitarie di sinistra sono fallite tutte: da quelle europee del socialismo reale manu militari  …

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La scorsa mattina ‘Repubblica’, il Volkischer Beobachter  della cleptocrazia nata dalla Resistenza, si scopre nauseata, anzi desolata, di un fatto tutto considerato quasi marginale: i vitalizi agli ex-consiglieri regionali, compresi o no altri bricconi, ci costano 170 milioni l’anno; ma la cosa peggiorerà, per un meccanismo fatevelo spiegare dal Beobachter.
Volessimo contare le altre espressioni di sdegno stampate o recitate nello Stivale, solo a partire da Mani Pulite, sarebbe come numerare le stelle  del cielo o i granelli di sabbia del mare. I luoghi e le occasioni della malvivenza dei politici sono …

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Si tende a pensare che i fatti più atroci della nostra Grande Guerra -le decimazioni- siano avvenute a Caporetto (ottobre 1917). Invece tra maggio e giugno 1916, quando la Strafexpedition  austriaca minacciò da tergo il fronte dell’Isonzo e il nostro Comando  considerò la possibilità di una ritirata al Piave- cominciarono i cedimenti del morale, cui seguirono le fucilazioni senza processo e il fuoco delle a rtiglierie e mitragliatrici italiane su alcuni nostri reparti che cercavano di arrendersi al nemico.
Il ministro della Guerra, generale Morrone, tornato il 29 maggio dal fronte, …

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E’ l’anno, a un secolo dalla Grande Guerra, che il mondo esecra come mai in passato i bellicisti che vollero il massacro. E’ sacrosanto così, naturalmente. Non è giusta, tuttavia, l’amnistia che il pensiero unico assegna alle iniziative belliche minori, quelle da alcune migliaia -invece che alcuni milioni- di morti e di drammi: magari nel nome di ideologie piuttosto che di patrie. Per esempio le Resistenze partigiane contro l’occupatore nazista, dopo il rovesciamento delle sorti belliche, uccisero più civili innocenti che militari germanici: data la certezza di rappresaglie inesorabili sulle …

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Il D.L. Lgt. 27 luglio 1944, n.159, stabilì l’avocazione allo Stato -poi inquadrata nell’assetto  tributario del D.L.Lgt. 26 marzo 1946, n.134- degli extraprofitti derivati “dalla partecipazione o adesione al regime fascista”. Considerata quale imposta straordinaria, colpiva tutti coloro che durante il fascismo avevano coperto certe cariche e svolto determinate attività previste dalla legge; genericamente, quanti avevano conseguito arricchimenti  dall’appartenenza al fascismo. Erano dunque “profitti di regime” gli incrementi nei patrimoni e negli stili di vita delle persone sopra indicate, a partire dal 28 ottobre 1922, o dall’assunzione delle cariche.
Giusto. Bene …

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Si lamenta, Michele Ainis, che siamo alla “Fine silenziosa del referendum” (Corriere della Sera, editoriale 15 luglio). Si aspettava qualche impulso al futuro, cioè alla democrazia diretta selettiva, da parte di un Demiurgo fiorentino il quale -ove riesca- salverà il sistema del passato, dunque della Casta capeggiata dal monarca del Colle? La maggior parte delle persone raziocinanti si augurano che Matteo Renzi non fallisca; con loro c’è anche chi scrive, anche se meno benpensante di loro. Ma l’auspicato successo di Renzi non sfiorerà nemmeno l’ambito della democrazia diretta e del …

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Sui sessanta milioni di abitatori dello Stivale, non più di cinque-settecentomila persone -meno di quelle che  vivono di sola politica-, più i parenti e le compagne, si indignano se si dice loro che si fanno mantenere da uno Stato canaglia, le cui Istituzioni sono tra le peggio gestite d’Occidente. Tutti gli altri Stivalioti non si indignano, perché sanno.
Dodici anni dopo Mani Pulite il malaffare è cresciuto.  Il centro storico di Napoli ha migliaia di edifici privati bisognosi di manutenzione, ma le istituzioni non sono in grado di sussidiare. Esse esistono …

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They have quasi-arrested, however shortly, former president Sarkozy -which is very good. But they, better all of us, should do much more: should cancel professional politics. No country will ever clear its politics of corruption without shutting and sealing the ballot-boxes for good.
Three, even four centuries of electoral democracy in North America have proved beyond any doubt that money rules the political system of the West. If you cannot invest a lot of money you don’t even conceive to be elected a representative of the ‘sovereign’ people, at any level. …

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Tra il 1936 e il 1939 il fratricidio spagnolo distorse il mestiere del corrispondente di guerra. Nel passato egli riferiva sugli eventi nella loro oggettività, ossia nei fatti. Informava,  rinunciando di solito a discriminare in funzione delle ragioni e dei valori dei contendenti. Il conflitto di Spagna trasformò i corrispondenti in fautori e in avversari. 78 anni fa gli inviati italiani, tedeschi e portoghesi -questi ultimi grazie a Salazar- condivisero la causa franchista. La maggior parte dei giornalisti del resto del mondo, in testa quelli sovietici e messicani, parteggiarono per …