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ANTONIO MASSIMO CALDERAZZI

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A few months ago The Daily Babel gave me the opportunity to emphasize the vast potential of deserts in terms of solar power, and of course the Sahara is the king of deserts (approximately 9 million sq.km). But one eighth of Asia (with 44,4 million sq.km the largest among the seven parts of the world) is desert. The Tibetan Plateau is the highest and most extended upland of the planet. Consequently Tibet is going to result, after Sahara, a giant “deposit” of solar energy.
The Plateau’s climate is cold (with the …

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L’impostura della guerra democratica
E’ abbastanza corta la lista comunemente accettata dei guerrafondai “immediati”, cioè che presero le decisioni finali e irreparabili, nel Novecento. Guglielmo II; gli austriaci Berchtold e Conrad von Hoetzendorff, qualche altro ministro o maresciallo; i governanti giapponesi dalle guerre a Corea e Cina a Pearl Harbor; Adolf Hitler; Mussolini. Venti, trenta persone. Cento anni di conflitti fecero forse cento milioni di morti, devastazioni anche spirituali e politiche senza numero, ma gli altri responsabili, quelli non compresi nel breve catalogo di cui sopra, tutti assolti. Amnistiati. “Collocati …

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Richard Sennett is a renowned American sociologist who happens to be a leftist and the heir of a number of militant Communists. In 1936 his father went to Spain to fight the Francoist insurgents against the almost Communist Republic. Recently professor Sennett gave to an Italian Communist paper an extended interview at the London School of Economics. The core was: the international crisis will worsen soon because the ‘financial capitalism’ which started it is as unwinnable as the medieval Black Death. At being asked, what would he do to fight …

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Il mercatismo/consumismo che ha trionfato su tutte le rivoluzioni e tutte le cospirazioni resta spregevole. Non è scritto che le generazioni avvenire moriranno tutte capitaliste. Né è scritto che il suffragio universale e i partiti, strumenti principi delle oligarchie ladre, vigano per sempre. Ma la democrazia, dove andrà?
Muoia la democrazia che conosciamo, è la risposta di chi qui sotto si sottoscrive. Non merita di sopravvivere la democrazia che per di più è stata il pretesto fraudolento di tante guerre, da una da 15 milioni di morti per liberare …

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L’olandese Jan Timmer, capo del gigante elettronico Philips, fece anni fa la fosca previsione: “Il futuro del nostro continente quale entità industriale fa paura”. Perché? Perché la spesa assistenziale degli Stati non scende in Europa sotto il quarto del Pil; qua e là sale a quattro decimi. Non è abbassabile, anche per l’iniquità di abbassarla. Previde l’economista svedese Assar Lindbeck: “il Welfare State distruggerà le sue fondamenta economiche”.
Cercheremo di mostrare che il Welfare potrà essere un po’ meno costoso solo dopo che saranno state tagliate molto più in grande …

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Folgorato sulla via di Atene dal sorteggio.
Joe Klein, una delle firme importanti della stampa americana, sembra galvanizzato dalla realizzazione, stranamente improvvisa, che “forse è il momento della democrazia deliberativa” (=non rappresentativa, non parlamentare, non appaltata ai politici col voto). Riportiamo largamente il suo intervento, su TIME del 13 settembre 2010, titolo (abbreviato) ‘What if we let people make decisions?”. Non è se non in parte la nostra idea di perché occorrerà a tutti i costi ‘cambiare democrazia’; però Joe Klein ha milioni di lettori. Una sola avvertenza: nel 1992, quando …

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Sbotta Giovanni Sartori in un suo editoriale (Corriere 9.9.10): “Ma allora a che serve il sistema parlamentare?”. Appunto: di buono, quasi zero. Di pessimo, quasi tutto. Fu questo, non la Résistance, il merito imperituro dell’eversore Charles de Gaulle: aver tramortito a partire dal 1958 il parlamentarismo francese. La III Repubblica aveva avuto 69 governi e scandali senza numero. La Quarta mise 14 anni per suicidarsi. L’umiliazione del parlamento fu salvezza della Francia.
Da noi si è finalmente capito -per ora senza trarre le conseguenze- che abbiamo i politici più immorali dell’Occidente. …

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Tra le malattie che hanno ucciso l’idea socialista e quella comunista primeggiano la voracità ladra degli appaltatori della prima, la ferocia dei gestori della seconda. Sapere questo non spegne il rimpianto di quando esistevano alternative all’ipercapitalismo, oggi esso stesso in cattiva salute.
Come ci disgustano, da una parte, la disonestà e disinvoltura del craxismo, del felipismo spagnolo, del blairismo, e dall’altra l’arroganza, il settarismo, l’inumanità, l’autolesionismo praticati da Lenin a Togliatti, da Thorez e dalla Ibarruri a moltitudini di intellettuali opportunisti, così ci cresce dentro l’ammirazione per le grandi figure del …

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If I were a pollster I would quiz you and me with the following riddle: “When several observers or politicians warn that an imminent danger menaces the Italian institutions, what do they mean? What are they afraid of?”
The trite answer -Berlusconi with his money, Tv channels and shady connections might make a try at dictatorship- appears kind of unplausible in view of the Premier’s difficulties after years of wear and tear. I am volunteering an answer: what the Cassandras prophesy is the coup d’état of somebody else than Berlusconi, somebody …

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Due giornalisti che avevano fatto sognare.
Mi imbatto in un vecchio libro di Gian Antonio Stella, Lo Spreco. Italia: come buttare via due milioni di miliardi, Baldini & Castoldi, 2^ ediz., 1998 (tutte le malefatte espresse in lire). “Il più duro atto d’accusa -recita il risvolto di copertina- mai scritto contro le scelleratezze della pubblica amministrazione. Un reportage agghiacciante”. La copertina avverte che “la composizione di una mappa dettagliata degli sprechi è temeraria, se non proprio impossibile”. Ogni riga del libro, si può dire, è uno scandalo repubblicano. …

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Due giornalisti che avevano fatto sognare.
Quel giorno di agosto un’ascoltatrice affranta telefona a Sergio Rizzo, conduttore di una rassegna dei giornali a Radio Tre: l’Italia è la sentina di tutti i mali, mai la politica è stata così costosa e sporca, dovunque guardi è desolazione, non esiste un partito o un personaggio che sia migliore degli altri, che devono fare i cittadini? Laconica risposta del celebre giornalista: “votare”. Poi, per spiegarsi meglio, “votare”.
In mancanza di interpretazioni autentiche, il ‘votare’ di Rizzo vuol dire negare il voto al partito X …

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I have been listening to an African Catholic bishop narrating the modern occurrences of his country, Sudan. The very tall, forceful prelate, 60 or so, was describing the last two civil wars of Sudan with remarkable restraint, but since 1975 three and half million people lost their life. He did not really inveigh against Islamic fundamentalists, although they are there the harsh adversaries of Christians. He never mentioned Omar el Bashir, the Sudanese president whom the international Penal Court indicted for extremely grave crimes (Bashir is not universally condemned -a …

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Un numero di luglio di Newsweek è, con una storia di copertina più un articolo , un De Profundis clamavi ad te, Domine (salmo CXXIX, sesto dei sette Salmi penitenziali; si canta negli uffici funebri). Un De profundis in morte delle convinzioni belliciste non tanto di Obama, quanto degli zelatori antifondamentalisti e iperlaici di casa nostra, sia conservatori sia progressisti.
Sono dieci anni che i pundit ‘democratici’, dagli editoriali della grande stampa ai pensosi oracoli di Prodi e D’Alema, ripetono “l’Afghanistan non è l’Irak, non è l’unilateralismo di Bush&Cheney americani prepotenti. …

Idee/Fatti del Mondo »

Accanirsi a difendere l’impresa nell’Afghanistan (=contro gli afghani) lo fanno in parecchi; ma solo l’argomentazione di Franco Venturini de “Il Corriere” è esilarante. L’ultima volta che un militare con le stellette è saltato su un ordigno esplosivo, il Nostro ha spiegato perché dobbiamo restare: “ Ancora una volta suona per noi l’ora del cordoglio, ma l’Italia non deve anticipare per conto proprio la exit strategy”. Perché non deve? “Se vuole tutelare i suoi interessi”.
Ulteriore spiegazione: “Il consenso popolare non è stato concesso a chi combatte i talebani. La guerra sembra …

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Soprattutto per ciò che tace, interessante una recente intervista/confessione al Manifesto dell’accademico comunista Richard Sennett, figlio di un comunista che nel 1936 combatté in Spagna; ‘comunisti tutti i suoi zii, si precisa’. Sua premessa: la crisi economica, che si vuole in via di superamento, riesploderà presto, perché il ‘capitalismo finanziario’ è una peste nera, non la si contiene. Su questo la sinistra di tutto il mondo non dice niente, perché vuole piacere al business. Invece è ora il tempo di riscoprire il socialismo. E lei che farebbe a questo fine? …

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Il capo dello Stato tedesco, Horst Koehler, ha dovuto dimettersi all’istante, il 31 maggio, per avere enunciato un concetto bellicista che la Germania non condivide più, dopo gli orrori di due guerre mondiali. Ecco un politico di rango che tiene al suo onore. Ecco una grande nazione che ha fatto i conti con una storia crudele, che rifiuta alcune fosche categorie del passato, che non sopporta chi le ripropone. In visita una settimana prima al contingente germanico in Afghanistan, l’allora Bundespraesident aveva detto ai militari mandati lì contro il sentimento …