S. L’Orgia del potente

Delirio di onnipotenza, automasturbazione dell’ego, sesto reich, quinto potere, trip di cocaina e giovanlismo, vecchie cariatidi con la bava alla bocca, giovani lobotomizzate dal mito delle veline, italia repubblica fondata sulle banane, la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme del bunga bunga, tacchi e viagra, diritto a divertirsi in privato, torri d’avorio e di strass mentre il mondo intorno si sfalda, canzonette e bagaglino, fazzoletti stretti al collo sotto la camicia, più stretti a petto nudo, protesi premature, sorrisi botulinici, letterine e parlamentari, carriere interscambiabili, pari dignità, pari opportunità in una corsa verso il basso al compiacimento delle pulsioni elementari del maschio alfa, macchine blu e celerini, guardiani del mal costume e dell’ordine pubico, smentire l’evidenza, teorema di goebbels, ministero dell’amore e omonimo partito, vortice di colori e gomma, una parata di orsetti gummi, discesa verso il centro di una cloaca che rigetta amplificando quanto inghiotte, stacchi di assegni e di cosce, trame ordite di leggerezza, quell’incoscienza e furberia che hanno fatto grande il popolo italiano, la capacità di arrangiarsi, la scalata verso l’alto, il fine che giustifica i mezzi e perché no, qualche sana distrazione, valori e cattolici a comando, 451 gradi fahrenheit, silenziatori scelti e rifiuti, mediatici e umani, patinato benessere scivoloso di bava e sudore delle fronti altrui, un gorgo di meraviglioso e felicissimo orrore, se dio non gioca a dadi c’è chi lo fa al posto suo, i barbari alle porte eppure quel malcelato compiacimento, grazie papi, benvenuti al party.

T.C.

3 pensieri riguardo “S. L’Orgia del potente”

  1. T.C. – sei un malato di mente, e questo mi piace. Hai suscitato in me tutte le emozioni più becere. É naive lasciarsi colpire così dal sistema lercio, pensare che se esistono le torri d’avorio – non dovremmo lasciare che ci sia gente nel fango? Credo proprio di sì… E se non voglio essere naive, cosa sono… un ipocrita? Cazzo.

  2. Wao. L’elenco ben strutturato e onnicomprensivo di ciò che chiameremo “fashionism” si lascia leggere accompagnato da un sorrisino sarcastico che subito lascerà spazio al pessimismo e allo sconforto.
    Molto carino, ok; ora la sfida è riscrivere l’articolo da capo a piedi con tutte le note positive che questo nostro paese o, meglio, questa nostra società propone per uscire dall’auto-commiserazione ritrovando l’humus e l’invidiabile capitale sociale ed umano italiano da cui ripartire.

  3. Concordo pienamente con tutto ciò che hai scritto!
    L’immagine è “shock”, ma trovo ci sia un’incongruenza, non c’è equilibrio tra forma e contenuto: in questo modo arrivi a chi appartiene all’insieme del “fashionism”? susciti delle emozioni (oltre che in noi, che già concordiamo con queste idee) in tutti coloro che vedono attraverso le lenti del consumismo inconsapevole?
    Peccato perdere l’occasione, giocarsi solo per metà l’effetto shock di quest’immagine!!
    Se scriviamo solo “per noi” allora si fa TUTTI parte di uno schema, si aderisce TUTTI ad un modello…?
    Non penso…Spero non sia così. Allora perché non tentare di arrivare a TUTTI?

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