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giugno 2013

Corral »

Epiteto felice, “olgettini”, quello trovato da Marco Travaglio per marchiare i non pochi opinionisti che Giuliano Ferrara, il libertinaggio fatto carne, ha aizzato a sdegnarsi per il martirio dell’imputato Berlusconi Silvio. E noi, come insulteremo gli opinionisti in divisa Nato che si contorcono a difesa degli F35? Minibuscicchi (in onore del Conquistatore dell’Irak)? Rumsfeldetti (cioè allievi del famoso fustigatore della Old Europe)? Paraprodisti (a ricordo della leadership dimostrata dal Ciclista bolognese in pro della maxibase americana a Vicenza)? Dalemisti di ritorno (per nostalgia dei cacciabombardieri lanciati contro i Serbi)? Stellastrisci? …

Cambiare Democrazia »

“Roma o morte”  fu il grido di lotta del risorgimentale Partito d’azione, quando negli otto anni tra Aspromonte e Porta Pia caldeggiò la conquista dell’Urbe. Qui spieghiamo perchè riaprire il secolare laboratorio della creatività nazionale. A chi dalle nostre parti non è capitato di sentire “Non sono mai stato all’estero, ma l’Italia è il più bel paese al mondo”? Chi ormai non trova strano il vanto “Sono fiero d’essere italiano”? Almeno un paio di volte per millennio dovremmo fare l’inventario degli svarioni, feticci e ubbie del nazionalismo. Le pretese sceme …

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Attenti a non fare solo questione di parole! L’innovazione è scarsa, specialmente in Italia. La tecnologia progredisce, risolve molti problemi – e ne crea di più. La EIU (Economist Intelligence Unit) ha appena pubblicato un vasto sondaggio sulla adozione di nuove tecnologie da parte delle industrie asiatiche. Questa registrano grossi successi: continueranno? Gli obiettivi sono individuati come: “raccolta e analisi dei dati (gestire “big data”), mobilità delle imprese, software come servizio, sicurezza della tecnologia dell’informazione e della comunicazione”.
È limitativo parlare di adozione di tecnologia, invece che di invenzione di tecnologia. …

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Forse Antonio Massimo, che sa essere flessibile e pragmatico, avrà già impartito il proverbiale “contrordine compagni”. Ordinato, cioè, di soprassedere per il momento al reclutamento di qualche cacciatore di teste per individuare l’alto ufficiale o prelato più idoneo a promuovere, in Italia e al limite nell’universo intero, quel rivolgimento rivoluzionario ancorchè semi-conservatore che lui auspica e che le sinistre nazionali, estreme e quindi fuori dal mondo oppure moderate e quindi abbarbicate al sistema vigente, hanno dimostrato di non sapere o volere attuare. La dimostrazione definitiva sarebbe venuta, come sanno i …

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Fino a qualche mese fa si poteva pensare che lo statista più fallito della storia contemporanea d’Europa fosse stato, nella Spagna degli anni Trenta, Manuel Azagna. Non aveva fondato da solo la Seconda Repubblica iberica -la Prima, del 1873, era morta due anni dopo- però arrivò a impersonarla (così come Francisco Franco riuscì in pochi giorni  a farsi egemone della ribellione militare). L’ascesa di Azagna, un saggista con pochi lettori e il leader di un piccolo partito, era stata meteorica. Nemmeno tre mesi dopo essere diventato capo del governo si …

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Lucio Sergio Catilina tentò invano di portare al potere la fazione popolare; morì in combattimento nel 63 a.C.. Perché invocare lui, quando tanti altri politici si opposero ai governanti con più fortuna?
Risposta: perché le coincidenze col nostro oggi sorprendono. Paragonare la vicenda delle ‘larghe intese’ a quelle della Roma che alla sconfitta e morte di Catilina era già un vasto impero può apparire ridicolo. Eppure sono processi che si assomigliano.
Nel tempo di Catilina la Repubblica moriva: nell’anno 49 Giulio Cesare, varcando il Rubicone, se ne sarebbe fatto sovrano (ma non …

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Vittorio Feltri, come Numero Uno dei mediamen berlusconiani, forse di tutti i mediamen dello Stivale, non irradia obiettività. Però è il più bravo di tutti a scrivere le cose come gli altri non osano. Il 10 giugno, primo giorno delle amministrative alla gazosa,  un suo editoriale (Il Giornale) ha confermato la fama di non girare attorno alle cose ma dirle papali papali. Ha scritto che tutte le elezioni sono inutili (ergo potremmo farne a meno).
Ne ha vituperato la sconcia liturgia: “La solita croce sul simbolo che ci fa meno schifo, …

Corral »

Prima che ogni abitante del pianeta sotto i cinquantacinque fosse nato, il sottoscritto Porfirio sosteneva -vociando nel deserto, naturalmente- che andava importata  dalla Germania, in piccola misura anche dalla Francia, la Mitbestimmung; che la cogestione era la via obbligata per conciliare capitale e lavoro, sulla distanza aiutando l’uno e l’altro.
Poi esplose il turbocapitalismo e le masse lavoratrici,  guidate alla vittoria dalla superiore intelligenza di sindacalisti, politici, giornalisti, showmen, riccastri, di sinistra tutti, credettero che l’accoppiata alti profitti-alte paghe avesse affossato per sempre la cogestione, così poco congeniale alle contrapposizioni di …

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Il presidente della Castocrazia intima giornalmente dalle sciabole dei Corazzieri che si facciano le riforme (manco a dirlo, in questo guadagna benemerenze). Il suo premier di fiducia, Nipote dello Zio, è addirittura sbottato con la foga di un ardito di F.T. Marinetti: “Mai più un capo dello Stato eletto come l’ultima volta” (l’ha detto in modo slightly different, ma il senso è questo). Istituiremo il semipresidenzialismo, annuncia l’ala marciante dei novatori.  Ci regalano qualche novità?
La risposta giusta la dette Laocoonte, il sacerdote di Apollo a Ilio, nel rimirare il Cavallo …

Idee/Fatti del Mondo »

‘Loro’ dicono che le migrazioni in massa dal Sud al Nord del mondo sono inarrestabili, volute dal Fato; non resta che accettare. Mettiamo sia così. Allora è giusto che nel Nord sempre più sovraffollato, inquinato, imbruttito si cominci a pensare a un’emigrazione a rovescio, non di massa ma di nuclei elitari, dal Nord al Sud: dovunque ci sia più spazio che humans.
Le società antiche, dai greci e dai fenici ai vichinghi, emettevano colonie, ossia espellevano gli esuberi, quando la popolazione cresceva più delle risorse. Nell’Italia preromana nacque la pratica del …

Copertine »

Internauta è un’officina di ideazione, un luogo per proporre e discutere nuove forme di democrazia. Inoltre diamo spazio ad approfondimenti su fatti e idee dal mondo, arte, e diamo cittadinanza a molte opinioni assenti dalla comunicazione di massa.
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