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luglio 2011

Cambiare Democrazia »

Quasi ai piedi di Cristo il turbocapitalismo delle Borse e quello dei capannoni. Morte tutte le formule di socialismo e di comunismo. Mai come oggi è stato il tempo di riscoprire le idee grosse che nel passato non ebbero fortuna, e  invece sono il futuro. Prima tra tutte il Guild Socialism, o neocorporativismo antiautoritario, di Maeztu.
“Maeztu è senza dubbio l’intelligenza più costruttiva tra quante la Spagna produsse nella prima metà del Novecento”.  Manuel Fraga Iribarne –  il  principale tra i liberalizzatori del regime,  preconizzato successore di Franco, ma anche importante …

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Guerre coloniali e guerre mondiali
Ripercorrendo le vicende dell’Italia unita nel suo primo mezzo secolo abbondante di vita (Vedi Internauta di aprile, maggio e giugno) abbiamo appena accennato alle imprese belliche, militarmente poco felici oppure fin troppo facili, ma comunque coronate da successo, che consentirono di estendere il giovane Stato fin quasi a quelli che vengono generalmente considerati i suoi confini naturali. Purtroppo la sua debolezza o, se si preferisce, relativa inefficienza militare doveva trovare ulteriori e penose conferme. Diciamo purtroppo non perché la potenza delle armi costituisca un valore assoluto …

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Ripubblichiamo qui due articoli già pubblicati in passato, che hanno l’amaro sapore delle verità di Cassandra. Sono stati sufficienti pochi giorni perché la discussione sulla liberalizzazione dell’accesso alla professione forense generasse la prevista reazione della Gilda dei legulei. “O quelle norme spariscono, o noi affossiamo tutto, dalla manovra economica al governo”, avrebbero intimato i molti azzeccagarbugli della maggioranza, in barba alla speculazione internazionale che stava (e sta) massacrando il Paese.
Così i provvedimenti liberalizzatori sono spariti dall’agenda del governo e le tante cariatidi della professione hanno potuto tirare un sospiro di …

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Le escandescenze dell’articolo “Logica demagogica e provinciale” (La Stampa 8 luglio 2011, autore V.E. Parsi) echeggiano l’involontaria, intensa comicità dell’editoriale di un opinion leader del tempo, nei giorni del 1870 in cui la Corte e i marescialli di  Napoleone III decidevano se dichiarare guerra alla Prussia dopo l’affronto del ‘telegramma di Ems’: “Se non attaccheremo Guglielmo I nessuna dama d’Europa accetterà più il braccio di un gentiluomo francese”.   E il quotidiano “La Presse” scrisse: “Se la Prussia rifiuterà di battersi la costringeremo con la clava a ripassare il Reno, a …

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Oggi primo giorno d’estate, emozioni forti però salutari. Il noto Ugo Magri ha constatato, non so se alla leggera o con raccapriccio:  “Non si era mai visto -cito a memoria- un ministro che critica il capo dello Stato, il quale è anche comandante in capo delle Forze Armate”. Il bieco, of course, è Roberto Maroni. Non si è fatto ammutolire dal secco diktat dal Colle, il giorno prima: “Dalla Libia non ci ritiriamo, gli impegni si mantengono”.
Dicono si debbano rispettare tutte le opinioni perfino questa, largamente condivisa nel campo ex-Pci, …

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Riportiamo qui il video dell’intervista rilasciata da Alberto Toscano a La Clè Des Langues e condotta da Damien Prèvost. In occasione dell’uscita del suo libro Vive l’Italie!  Toscano risponde a domande relative al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, offre la sua opinione sul processo di unificazione italiana, sui rapporti con la Francia,  e ragiona sulle problematiche odierne.
intervista a Alberto Toscano

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Più autorevole del normale la testimonianza sullo scoramento dell’atlantismo offerta (la Stampa, 15 lu.2011) da Kurt Volker, già ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato, oggi capo del BGR Group e direttore del Center for Transatlantic Relations alla School of Advanced International Studies della Johns Hopkins Univ. Ragiona Volker: nell’Afghanistan si finirà con lo scendere a patti coi pashtun radicali e islamisti e con altri gruppi non amici; col rassegnarsi che nell’Ovest del paese resti forte l’influenza dell’Iran e che il governo centrale possa, al meglio, reggersi a malapena dopo …

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Noi diversamente giovani ci ricordiamo di com’era il Pci. Era più male che bene quando Togliatti e luogotenenti lo mantenevano stalinista. Poi si aprì una lunga presa di coscienza, un revisionismo troppo guardingo ma orientato nella direzione giusta. Si rifiutavano le ubbie rivoluzionarie e operaiste, però si era attenti a non rinnegare proprio tutto: per esempio un anticolonialismo moderato, per esempio la vigilanza contro la degenerazione bellicista che andava facendo degli Stati Uniti la società più militarista della storia, la più condizionata dall’ossessione dell’overkill  (la capacità di distruggere il nemico …

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CONVEGNO NAZIONALE
FAI
SOTTO LA CENERE
Ruolo e storie di un paese che resiste
Intervento di Marco Vitale
Soffiare sulla brace italiana: un dovere degli italiani civili.
Cultura e sviluppo economico
Napoli 26 febbraio 2011
“L’accumulazione del capitale è il nucleo centrale dello sviluppo economico”. (B. Higgins Economic Development, London, Constable, 1959). Questa falsa credenza contenuta in uno dei libri di testo più diffusi di economia dello sviluppo, ha dominato il pensiero economico negli ultimi 50 anni ed è alla base di tanti disastri antropologici, sociali ed economici, che ci scoppiano ogni giorno tra le mani. …

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Socialismo italiano e quello degli altri
Cosa sia il socialismo non è mai stato facile dire. Oggi lo è forse meno che mai, dopo il decesso di quello “reale” che se non altro era visibile e tangibile. E la difficoltà diventa addirittura di sesto grado in Italia, paese la cui politica è sempre stata un vero rompicapo per gli stranieri, almeno dopo la scomparsa di Mussolini, che peraltro era stato inizialmente socialista anche lui e dopo la prima caduta si riciclò alla testa di una repubblica “sociale”, finita però presto e …

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Quello che stiamo vivendo oggi in Italia è un passaggio molto difficile e delicato. Assistiamo a un progressivo scadimento dei valori culturali nella vita pubblica e all’impoverimento del linguaggio politico, segno di ben più profondo impoverimento morale e spirituale; coloro che dal popolo sono stati investiti del mandato, presi dalla dura lotta della legge della competizione, hanno finito con l’estraniarsi dal senso reale e obiettivo dei problemi e delle esigenze civili del Paese; il disinibito affarismo e una sempre più sfacciata bramosia di potere hanno poi corrotto ogni possibilità di …

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La resurrezione in Italia del referendum, cosa implica a termini di logica se non una tendenza a ridurre, in prospettiva a revocare, la delega alla classe politica peggiore d’Occidente? Occorre, certo, che il referendum sia molto sentito, invece di proporre temi cervellotici o ludici. Questo 12 maggio i temi erano coinvolgenti, e in più agiva l’avversione nei confronti del Berlusconi ultrà del turbocapitalismo.
Se l’animus del 12 maggio durasse, sulla distanza l’effetto sarebbe l’inizio della fine della democrazia rappresentativa, dunque l’avvio di questa o quella versione della sovranità di popolo. Sarebbe …

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Per capirci meglio
“E mettetece un po’ de sale ecco fatto u generale, e mettetece un po’ de corna ecco fatto u Cadorna”, cantavano quasi un secolo fa i marmittoni. Anche per questo mi domandavo da anni perché diavolo tutte le città e cittadine d’Italia si sentissero in dovere di conservare l’intitolazione di vie o piazze, per lo più importanti e specie della stazione, al famoso maresciallo di nome Luigi, comandante in capo nella prima guerra mondiale e da non confondersi col figlio Raffaele, anche lui generale nonché protagonista della Resistenza.
Disastrosamente …

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A leggerla in fretta, la cover story pubblicata il 20 giugno 2011 dal settimanale della Time Warner, autore Rana Foroohar, potrebbe essere presa per un manifesto antiliberista e ‘unamerican’. Non lo è se non in parte; in ogni caso contiene ammissioni di peso. Titolo: ‘The Five Miths About the U:S:Economy’.
Premesse: la congiuntura resta cattiva, con disoccupazione al 9,1%; di settimana in settimana l’americano della strada si sente più povero; c’è un’intera generazione che non troverà il lavoro ben pagato di un tempo; è incredibile che l’opposizione repubblicana proponga ancora, come …

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Con tutta la serietà d’approccio imposta dall’argomento guerra, come non trovare comico lo sdegno degli americani bellicosi di fronte ai tentativi di mitigare il parossismo della loro spesa militare, la più mastodontica e bassa di rendimento della storia? Ha cominciato il segretario uscente della Difesa, Robert Gates, con una confessione elegiaca,  struggente di nostalgia: “Tutta la mia vita adulta l’ho vissuta quando gli Stati Uniti erano la superpotenza che non badava a spese per restare superpotenza. Non aveva bisogno di contare i soldi, l’economia era così forte. Una delle ragioni …

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Dicono sia stata Parigi a trascinare Londra, più una Washington perplessa, e persino il marziale Consiglio supremo di difesa al Quirinale, nella semicrociata contro la Libia. E da mesi ci chiediamo il perché di questa avventura strampalata, priva persino delle motivazioni imperialistiche accertate per le imprese nell’Irak e nell’Afghanistan. Che è venuto in mente ai generali dell’Eliseo, troppo buro-manager per aver vinto vere battaglie ma ambiziosi di glorie mediterranee quanto il loro Principe?
Le analisi sugli idrocarburi di Gheddafi e sugli scenari della geopolitica seriosa le lascio ad altri. Io sono …

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Un editoriale recente di G. Galli della Loggia ha descritto così l’errore che ha perduto il comunismo sovietico: non l’oppressione e il terrore ma “il credere che nel mondo ci fosse spazio per qualcosa di diverso dal capitalismo. Se l’Urss avesse mantenuto i Gulag e il Kgb ma lasciato perdere l’abolizione della proprietà privata, la bandiera rossa sventolerebbe ancora sul Cremlino”. Intanto non è vero che il mondo sia condannato senza remissione al capitalismo; e non è sicuro che il comunismo sovietico sarebbe caduto anche se non avesse praticato il …

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Sacrosanto incipit di un articolo di Antonio Polito “Tasche dei corrotti, mani dello Stato- Privatizzare contro la corruzione” (Corriere 13 luglio 2011). Si dice: “E’ impressionante l’elenco di aziende di proprietà dello Stato, o a partecipazione dello Stato, o condizionate dallo Stato, che sono citate nelle cronache giudiziarie dei casi Bisignani, Milanese e Morichini”.  Seguono 16 nomi di grandi società della mano pubblica, cominciando da Eni, Rai, FS e finendo con l’Alitalia di allora. “Chi cercasse davvero la causa profonda del male italiano della corruzione, è qui che dovrebbe guardare. …

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A fine giugno 2010 la Santa Sede fece un gran parlare di una “novità decisiva del papato Ratzinger”: l’istituzione del pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione dell’Occidente, evangelizzazione definita ‘una sfida da raccogliere come nei primi tempi della Chiesa’. Forte rilievo anche sul capo di questo ulteriore organismo di Curia, l’arcivescovo Rino Fisichella, rettore dell’università Lateranense, presidente della pontificia Accademia della vita, ed anche Cappellano della Camera dei Deputati.
Superiamo, con tutto lo sforzo di cui siamo capaci, la ripugnanza per quest’ultima credenziale, Cappellano della Camera. Passi se tale ‘dignità’ appartiene …

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Uno sentiva avversione d’istinto per EXPO 2015, ossia per il disegno di esaltare (nei fatti non nelle belle intenzioni) ciò che negli ultimi decenni ha tolto l’anima a Milano: dall’iperfinanza alla moda allo sport deteriore. Milano era e non è più capitale morale (=da amare). Oggi Milano la si accetta di necessità, la si usa, la si truffa persino, ma la si ama solo per alcuni caratteri che la contemporaneità nega o deprime.
Poi uno apprende ragioni d’altra natura, più concreta, per contestare EXPO, e le apprende da un addetto al …

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Uno dei modi più vividi di trattare la politica è progettarne il futuro. In questo “Internauta” vanta una credenziale in più. Alcuni di coloro che lo redigono si concentrarono …