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giugno 2011

Cambiare Democrazia »

A Internauta alcuni di noi sosteniamo da sempre che per scacciare l’oligarchia dei peggiori, cioè dei politici professionisti, esiste una sola via: le elezioni andranno sostituite dal sorteggio, da operare all’interno di un grosso campione qualificato che riproduca la democrazia diretta di Atene. Riportiamo in proposito una parte dell’articolo di Filippo La Porta (il Riformista, 10 giugno 2011).
Per Aristotele il sorteggio è l’anima della democrazia (un’idea poi ripresa da molti: Guicciardini, Rousseau, etc). Confesso un debole verso tutto ciò che conserva almeno qualcosa dell’imperscrutabile casualità che presiede alle leggi governanti …

Idee/Fatti del Mondo »

La nuova Atene forse sta già sorgendo tra i ghiacci ed i vulcani dell’Islanda. Un articolo comparso su Il Corriere della Sera, di Maria Serena Natale, ha fatto conoscere all’Italia un esperimento molto avanzato di integrazione tra democrazia, tecnologia ed estrazione a sorte. È la stessa giornalista ad utilizzare espressioni come “agorà virtuale” e a citare la democrazia diretta dell’antica Atene. Per noi di Internauta la lettura del resoconto è la conferma di una tendenza che speriamo andrà sempre più affermandosi.
L’isola scandinava ha pagato un prezzo altissimo alla crisi economica …

Corral »

E’ evidente che i partiti e i politici non sono tutti uguali. La vittoria di Giuliano Pisapia a Milano non può non rallegrare chiunque abbia a cuore il futuro della città. Lungi dall’essere un taumaturgo onnipotente, il nuovo sindaco ha però mostrato una determinazione ed una sensibilità molto apprezzate nell’immaginare una Milano diversa e migliore. I prossimi cinque anni diranno quante delle grandi aspettative suscitate in campagna elettorale verranno soddisfatte.
A noi di Internauta interessa particolarmente un punto del programma di Pisapia. Nella sezione Per i cittadini si parla di democrazia …

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IL MOSTRO ALLA SBARRA
Ratko Mladic è nelle mani della giustizia internazionale. Giustizia giusta? In partenza sicuramente sì, almeno per chi non dubita che giusti siano stati i processi e le condanne dei capi nazisti a Norimberga. Tanto più che l’ex generale serbo-bosniaco viene giudicato, appunto, da una corte internazionale credibilmente neutrale come quella dell’Aja (dove l’accusa contro Slobodan Milosevic venne sostenuta dall’elvetica Carla Del Ponte) anziché da un tribunale quasi di guerra creato su due piedi dai vincitori in un paese vinto e debellato, ossia senza più Stato, come la …

Cambiare Democrazia »

Quando, mille e più anni fa, un re pagano si faceva cristiano, l’intera corte lo seguiva nella fede. Sovrano e capi guerrieri erano una sola cosa, che poi imponeva al popolo la conversione. Il 15 e 29 maggio l’Upper Class italiana, poteri forti e salotti di retaggio compresi, ha abiurato il paganesimo berlusconiano e si dispone a praticare riti, in paramenti arancione, che un tempo aborriva. Ha fatto bene: l’anomalia turbocapitalista e porcacciona era durata troppo, era divenuta aberrazione. Ma come mai l’Upper Class si fida ora di gestori e …

eBook, Politicarte »

“I francesi sono degli italiani di cattivo umore”. Alberto Toscano, storico corrispondente da Parigi, fa dire a Jean Cocteau qualcosa che è una delle idee innervanti il proprio libro Critica amorosa dei francesi (Novara, Interlinea, 2011, con una presentazione di Corrado Augias), traduzione italiana di un lavoro appena uscito in Francia. Che Toscano, presidente della stampa europea in Francia, sia uno tra i corrispondenti più autorevoli ed efficaci, lo attesta tra l’altro l’intervista fattagli sul caso Cesare Battisti da leJDD/ Journal du Dimanche (la riportiamo a complemento di questa nota …

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La décision de la justice brésilienne de libérer l’ancien militant d’extrême-gauche Cesare Battisti a provoqué de nombreuses réactions en Italie, où il a été condamné par contumace à la réclusion à perpétuité pour quatre meurtres et complicité de meurtres commis à la fin des années 1970. Pour leJDD.fr, Alberto Toscano, journaliste et écrivain, explique l’état d’esprit des Italiens.
La libération de Battisti a-t-elle provoqué la colère des Italiens?
Ce n’est pas une réaction de colère ou de vengeance mais de déception. Le fait qu’une décision de justice [sa condamnation à perpétuité par …

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Per capirci meglio
L’indignazione nazionale per il no carioca all’estradizione di Cesare Battisti (da non confondersi con il suo omonimo, ormai probabilmente anonimo, cui sono ancora intitolate migliaia di vie e piazze d’Italia), restituito addirittura alla piena e incondizionata libertà, è corale e pressocchè unanime. Come non condividerla? Se il personaggio fosse minimamente simpatico, se avesse dato per lunghi anni e anzi decenni qualche segno di resipiscenza e se la sua latitanza non fosse stata pervicacemente protetta da una muta di boriosi quanto ignoranti intellettualoidi transalpini, qualche circostanza attenuante a suo …

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E’ giusta l’abitudine di irridere alle risoluzioni dell’ONU, la scadente organizzazione planetaria in origine voluta, col nome Società delle Nazioni, dal cervellotico presidente Woodrow Wilson, e successivamente ingigantita da Franklin Delano Roosevelt, ben più furbo discepolo del Cervellotico. L’Onu non ne ha fatta, in proprio, una di buona. Le volte che ha agito è stato per l’impulso, gli interessi, i bombardieri e i tanks dei suoi azionisti più potenti, anzi prepotenti. Era stata architettata per mettere fuori gioco gli egoismi degli Stati e introdurre nella vicenda internazionale elementi, o almeno …

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Lo sappiamo tutti che le nazioni non si ammalano in blocco, e poi ci sono le vaccinazioni di massa. Ma avantieri c’è stata la notizia che D.Strauss-Kahn restava in carcere un paio di giorni in più perché a Manhattan un condominio, o forse un intero rione, non lo voleva come affittuario. Preoccupazione per la virtù, anzi l’integrità, di mogli compagne e figlie? Peggio, rivolta morale contro un libertino d’ Europa?
Venendo dopo migliaia di annunci, dai media di Francoforte a quelli della Patagonia, che DSK rischiava 70 anni di carcere, lo …

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Ancora sul bilancio del 150°
Continuando il nostro discorso sui 150 anni di indipendenza e unità nazionale (vedi Internauta di aprile e maggio) e avvicinandosi il momento di tirare le somme, è lecito anticipare una prima conclusione, ancorchè piuttosto scontata e a rischio di sembrare scarsamente significativa. E’ vero infatti che il paese assurto a Stato nel 1861 ha beneficiato di una crescita economica, sociale, culturale, civile, ecc. forse persino straordinaria ma in ogni caso incontestabile. Un testo più che rispettabile (la “Storia facile dell’economia italiana” di C. M. Cipolla) parla …

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Era dal 1995 che un referendum in Italia non raggiungeva il quorum del 50%+1. Ce l’hanno fatta i quattro quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento, con un’affluenza che è arrivata al 57%. Schiacciante la vittoria dei “sì”.
Per quanto riguarda il merito dei quesiti, traspare un rifiuto diffuso nel popolo italiano dell’energia nucleare. Probabilmente è stata l’ondata emotiva dopo l’incidente di Fukushima a portare la gente a votare, e non un calcolo razionale costi/benefici nel medio periodo della tecnologia nucleare di terza generazione.
Allo stesso modo pare evidente la preferenza per …

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Ho voluto ascoltare con un sovrappiù di attenzione i dibattiti tra esperti su due futuri: dei giovani che fanno l’università e dell’industria pesante nazionale (partendo dalla débacle della cantieristica). In realtà nessun dibattito. Una proposta unanime: lo Stato investa. Sola divergenza, alcuni chiedono “più” (investimenti), altri “molto di più”.
La Fincantieri non ha ordini, soprattutto perché il mercato internazionale è fermo da anni, e quando si muoverà si rivolgerà ai coreani (30 anni fa erano neofiti della costruzione navale e oggi primeggiano, oltre a tutto con prodotti della qualità più …

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Quante volte, a leggere i Comandamenti (o le vacuità) della Costituzione; peggio, ad essere afflitto dai ditirambi in lode di Essa, ho invidiato i francesi della Terza Repubblica: se ne avevano voglia si prendevano il gusto d’essere legittimisti, cioè nemici della République, cioè monarchici. Ma ogni volta mi sono zittito. La monarchia non può che essere una bizzarria. Invece la repubblica è una cruda necessità, come i sanitari del bagno. Un alloggio senza sanitari, si concepisce?
Però la repubblica non si prenda troppo sul serio. Non portò bene à la République …

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Vi disgusta il capitalismo virulento, reso tossico dall’immoralità dei suoi gestori, berlusconiani o no? Ve lo dà la democrazia delle elezioni, appaltata ai gaglioffi che ci adescano dai manifesti.
Vi disgusta il sinistrismo, sincero solo nelle frange lunatiche e per il resto, sotto la regia di DeBenedetti e Santoro, perfettamente falso? Ve lo dà la democrazia delle elezioni, appaltata come sopra. Dunque non ci libereremo mai del capitalismo/consumismo se non volteremo le spalle alla democrazia delle elezioni. Le sue urne sono il vanto di un Occidente sclerotico: il …

Cambiare Democrazia »

La nostra essendo nata come infelice repubblica dei partiti, non ha un partito che non sia usurpatore e ladro. Ma delle differenze esistono. Il Partito democratico è un po’ meno stomachevole di quello della Libertà. Presto o tardi il Pd tornerà al governo e, secondo ogni previsione, farà opere solo poco meno spregevoli di quelle di Silvio e Cicchitto.
Questa maledizione potrebbe esorcizzarla se avesse il coraggio di una rivoluzione copernicana. Se ripudiasse se stesso, se diventasse un’altra cosa. Se Bersani, un po’ migliore dei suoi pari, si abbassasse da …

Idee/Fatti del Mondo »

Non so quale delle sue scelte strategiche ha rovinato di più Zapatero. So che sono state le stesse scelte di Manuel Azana: la storia si è ripetuta in modo impressionante. F.D.Roosevelt applicò lo stesso metodo di Woodrow Wilson per fondare l’impero planetario degli Stati Uniti: una guerra mondiale. L’Allievo incassò risultati migliori del Maestro; quasi certamente Zapatero sarà meno sventurato di Azana. L’errore capitale dello statista spagnolo degli anni Trenta fu l’ossessione liberal-radicale e l’anticlericalismo, con la conseguente cecità alla questione sociale: cioè alla miseria dei proletari, grave ma tollerabile …

Cambiare Democrazia »

Lucio Sergio Catilina, il Congiurato per antonomasia, non aborrì il governo di Cicerone – suo mortale avversario; grande avvocato e uomo di lettere ma politico un po’ alla Prodi- tanto quanto lo scrivente disistima la repubblica oligarchica nata dalla Resistenza e cresciuta nelle tangenti. Eppure il suddetto scrivente, quando da Wall Street arrivò la crisi che oggi ci costerna, fu talmente fesso da prevedere: questa volta sarà diverso, la nostra classe politica farà un gesto, mostrerà di voler condividere i sacrifici e gli sgomenti dei suoi elettori. Si limerà alquanto …

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Internauta è un’officina di ideazione, un luogo per proporre e discutere nuove forme di democrazia. Inoltre diamo spazio ad approfondimenti su fatti e idee dal mondo, arte, e diamo cittadinanza a molte opinioni assenti dalla comunicazione di massa. In INTERNAUTA, le linee politiche convivono.
Uno dei modi più vividi di trattare la politica è progettarne il futuro. In questo “Internauta” vanta una credenziale in più. Alcuni di coloro che lo redigono si concentrarono sulle …